San Marino. Csu: 8mila no alla stangata del Governo

8mila no alla stangata del Governo
 
Da questa manifestazione oceanica e senza precedenti, è arrivato un fortissimo messaggio al Governo e al Consiglio: la riforma va riscritta completamente, nella direzione dell’equità e della trasparenza. La delegazione di Governo ha detto no alla richiesta della CSU di un ordine del giorno che recepisca le proposte sindacali
 
24 settembre 2023 – È stata senza dubbio la più grande manifestazione democratica della storia di San Marino. Non si era mai vista una simile partecipazione popolare. Almeno 8mila persone, rispondendo alla chiamata della Centrale Sindacale Unitaria, hanno partecipato allo sciopero generale e inondato il centro storico di San Marino.
 
Piazza della Libertà, completamente gremita, ha potuto contenere solo una parte dei manifestanti; un lungo serpentone di persone si è snodato fino alla porta del paese; dopo di che le forze dell’ordine hanno dovuto fermare l’afflusso dei partecipanti per mancanza di spazio. Le strade intorno alla Piazza erano gremite, così come moltissimi erano nel piazzale della Cava dei Balestrieri. Ci sono anche tante persone che non hanno potuto raggiungere il centro storico perché i posti auto erano finiti.
 
A manifestare democraticamente c’era dunque gran parte della San Marino onesta e che lavora. Non solo lavoratori, ma anche tanti pensionati, famiglie con i bambini, e numerosi giovani. Sì, perché la riforma del Governo è un violento attacco alla San Marino di oggi e di domani. Impoverisce le famiglie, le persone che lavorano e i pensionati, e cancella ogni prospettiva per i giovani, condannandoli all’emigrazione.
 
I manifestanti hanno gridato la loro rabbia verso questa classe politica incapace di qualsiasi cambiamento e ostaggio dei poteri forti, esibendo in migliaia il cartello “No alla stangata”. Una riforma, quella del governo, che colpisce solo i redditi certi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, mentre alle categorie del lavoro autonomo si consente ancora di non dichiarare gran parte delle loro ricchezze!
 
Basta con i sacrifici caricati solo sulle spalle dei soliti noti! La gente onesta di San Marino, gran parte della quale era in Piazza, vuole l’equità; vuole voltare pagina rispetto ad un passato fatto di evasione ed elusione fiscale, privilegi per alcune categorie, illegalità, sperpero di denaro pubblico.
 
I primi a pagare le tasse devono essere proprio quelle categorie del lavoro autonomo che dichiarano redditi da fame, accertando finalmente i loro redditi con tutti gli strumenti necessari. Strumenti che sono del tutto assenti nella proposta del Governo, e che la CSU chiede di inserire nella riforma, unitamente alla reintroduzione della no tax area e ad una radicale rimodulazione della tassazione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, abbassandola di almeno 2/3.
 
A metà mattinata ha aperto il comizio dei Segretari Generali il Segretario CDLS Marco Tura. “La nostra politica è schiava di corporazioni che non hanno a cuore il bene del paese, ma solo i propri interessi personali! Prevalgono sempre gli interessi delle corporazioni, che bloccano ogni decisione del Governo che vada nella direzione dell’equità!
 
Il progetto presentato in prima lettura sceglie la vecchia San Marino: quella dei furbetti della monofase, quella delle esenzioni fiscali a pioggia, quella dell’evasione di massa. Siamo arrabbiati perché la politica non mostra la forza di poter scegliere il cambiamento. Non si tratta di fare la guerra tra cow boys e indiani; nella chiarezza e trasparenza vogliamo che tutti contribuiscano responsabilmente a dare al nostro paese una speranza e una prospettiva di sviluppo.”
 
Il Segretario Generale CSdL Giuliano Tamagnini, ha affermato: “Quella del Governo è una riforma depressiva, contro il lavoro e contro le persone oneste, e che non sostiene lo sviluppo. Questa legge è figlia di chi ha rovinato il paese, e che oggi vuole affossarlo definitivamente. Compromette e cancella il futuro dei giovani. Così il paese muore, lo vogliono capire? E sul controllo della spesa, è veramente odioso che abbiano iniziato da settori così sensibili come la scuola e la sanità, che sono i primi fattori i democrazia per un paese.  È sulle aree di spreco che si deve intervenire, non tagliando i servizi essenziali ai cittadini e alle famiglie! La riforma è completamente da riscrivere! Occorre partire da chi non ha mai pagato perché ha sempre nascosto il proprio reddito. Che fine hanno fatto i 190 milioni evasi di monofase? Chi ha evaso aveva sicuramente qualche amico politico che glielo ha permesso. Servono più controlli, l’istituzione del redditometro, dello scontrino e della fattura, la Smac, e un corpo di Polizia tributaria. Il Governo finora non ci ha ascoltati. Lo faccia il Parlamento, che rappresenta i cittadini!”
 
Al termine della mattinata, i Segretari Generali di CSdL e CDLS hanno dapprima incontrato una delegazione della maggioranza di Governo. La richiesta è quella di far assumere al Consiglio Grande e Generale un ordine del giorno che impegna l’Esecutivo a recepire le proposte della CSU sulla riforma tributaria. Ma questa richiesta, avanzata a nome degli 8mila manifestanti e di gran parte della popolazione, non è stata accolta dai rappresentanti dell’Esecutivo.
 
Successivamente i Segretari CSU hanno incontrato una delegazione delle forze di opposizione, che hanno espresso condivisione per le richieste del sindacato, dichiarandosi disponibili a compiere un tentativo per presentare in Consiglio l’ordine del Giorno chiesto dalla CSU.
 
A testimonianza del grande interesse che ha suscitato questo sciopero, anche fuori dai confini sammarinesi, oggi una troupe di Ballarò ha documentato la manifestazione. Un primo lancio verrà effettuato nella puntata di Ballarò di questa sera, e ulteriori servizi sulla vicenda andranno in onda nella puntata di martedì prossimo.
 
CSU

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