San Marino. dai verbali Commissione giustizia, al servizio della restaurazione

Serie di atti, denunce, insulti, attacchi votati al servizio della restaurazione

L’informazione di San Marino

Dalla lettura dei verbali emerge chiaramente come anche l’opposizione meno “tradizionale”, risulti però votata al servizio della restaurazione.

Questo per due ordini di motivi. Il primo: gli attacchi, gli insulti, le insinuazioni sui magistrati che hanno portato avanti le inchieste importanti, come il “Conto Mazzini” nelle sue varie fasi, nei reclami, nelle terze istanze e nel giudizio. Questo lo si evince chiaramente dato che l’accusa di colpo di Stato, al di là del fatto che la si voglia fare passare come rivolta alla politica, è indirizzata in realtà ai togati, a quei togati, e al loro organo di autogoverno.

L’opposizione dà dei golpisti ai magistrati, insomma. Lo confermano anche alcune indegne affermazioni espresse recentemente in Consiglio.

Il secondo elemento di restaurazione propalato dall’opposizione è quello che mira a portare il controllo della politica sulla magistratura, con l’indicazione dei giudici che devono astenersi o meno, dell’orientamento dei fascicoli e dell’esito che debbono avere, della decisione politica sulla destinazione delle inchieste a questo o a quel magistrato. Il tutto è stato tra l’altro messo nero su bianco nell’odg presentato l’altro ieri dall’opposizione al termine dell’esame delle relazioni sullo stato della giustizia.

Ma non è finita qui. Leggendo i verbali si nota chiaramente come i teoremi politico-complottistico-giudiziari dei commissari di opposizione, vengano ripresi e riversati, pressoché con le stesse parole ma senza prove, in atti giudiziari. Le ricostruzioni che vengono fatte da taluni in Commissione sono le medesime che si trovano riversate nelle ordinanze, brandite poi come clave per additare gli avversari di essere servi sciocchi.

Senza considerare, ma questo non viene mai detto dall’opposizione, che si sono rivelate infondate le plurime accuse espresse, smentite dai diretti interessati – come fece lo stesso professor Ferroni in Consiglio giudiziario circa le ventilate pressioni del Segretario Celli – o dalle carte giudiziarie, come i procedimenti Guidi e Capuano. False pure tutte le altre illazioni che risultano oggetto di denunce.

Il teorema costruito sui “lo sanno tutti”, sulle supposizioni, però, è stato ed è funzionale alla restaurazione e quindi si continua a tenerlo in piedi ancora e ancora. I veri servi di un disegno della restaurazione dai banchi dell’opposizione, come è loro strategia, danno dei servi, dei prezzolati, dei corrotti, agli avversari, nell’inconscia – o conscia? – necessità di dover allontanare da sé il sospetto proiettando sugli altri le discutibili condotte.

Si riportano dunque in auge, sottotraccia ma neppure troppo, personaggi in cerca di riscatto. Le recenti turbolenze in casa Dc su nomine inopportune ne sono la testimonianza, ma non risulta che nessuno, ad esempio in Rete, abbia su queste fatto una piega. Chi sono allora i veri servi della restaurazione?

Tornando ai verbali, dalle domande poste si comprende chiaramente come sottendano un disegno già noto e, apparentemente fuori contesto, in realtà siano mirate ad ottenere determinate risposte.

Questo modo dei commissari di opposizione di trattare gli argomenti, basato su un teorema che si è sgretolato anche se nessuno lo dice, è palesemente mirato a fare fuori le persone e le istituzioni, anche qui attuando ciò di cui si accusano gli altri.

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