San Marino. Dario Manzaroli, gli insegnanti … ringraziano

Insegnanti ringraziano il dottor Dario Manzaroli

“Peccato non sia nato ai tempi dei grandi pedagogisti che hanno impostato le basi della Scuola moderna”

Non si placa la polemica dopo le velenose parole che il dott. Dario Manzaroli ha rivolto agli insegnanti. Ieri un gruppo di insegnanti ha voluto “ringraziarlo” pubblicamente inviando la lettera che qui di seguito pubblichiamo. “Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in uno dei suoi discorsi, riferendosi alla particolare fase storica che stiamo vivendo, ha tenuto a ringraziare una volta di più tutto il personale sanitario, per l’eroico lavoro svolto durante l’emergenza e, strano, forse, per il Dottor Manzaroli, anche gli insegnanti, che si sono dovuti reinventare nell’utilizzo di quelle tecnologie che consentono la didattica a distanza, o, come l’ha ridefinita lui, che pare intendersi, oltre che di medicina, anche di educazione della gioventù, “didattica distante”. 

Questa definizione è apparsa sul quotidiano “Repubblica.sm” il 29 maggio scorso, nella rubrica intitolata “Opinioni dentate di Dario Manzaroli” che, forse a corto di argomenti che gli consentano di esprimere la sua innata vena di polemista, se l’è presa con la categoria degli insegnanti. Ha, innanzitutto, definito questa categoria di professionisti “operai”, incorrendo nel grave errore di sminuire questi ultimi, che godono invece di tutto il rispetto degli insegnanti, i quali, tuttavia, svolgono altre mansioni sociali, a dispetto di quanto il tuttologo Manzaroli possa pensare. A detta dello scrivente, il sistema educativo sammarinese è “figlio ed attore della società malata in cui viviamo” e la Scuola è niente più che un “contenitore di badaggio con livelli prestazionali bassi o bassissimi”. Gli insegnanti, pertanto, spogliati di tutte quelle fregnacce della “missione educativa” ed in realtà (nella sua realtà distorta) solo badanti, dovrebbero lavorare con gli stessi orari e le stesse ferie degli altri impiegati statali… Peccato che, il Dottor Manzaroli, non sia nato ai tempi dei grandi pedagogisti che hanno impostato le basi della Scuola moderna! Peccato che non sia stato tra i Legislatori che, fuorviati dalla falsa idea della “missione educativa” , concessero agli insegnanti l’indegno privilegio di svolgere, fuori dall’aula, magari a casa, la maggior parte del loro lavoro, che consiste nel preparare lezioni, nel correggere compiti, nel rapporto con le famiglie, nel costante aggiornamento e in tante altre necessità, che la “professione” di insegnante impone, per poter entrare in quei pochissimi che, sempre secondo il suo augusto giudizio, sono “ottimi insegnanti”.

Noi “lavoratori dell’educazione”, abbiamo pensato che, di fronte a tanta protervia, qualche nostro Dirigente o, magari, lo stesso Segretario di Stato alla Pubblica Istruzione, non avrebbero fatto passare sotto silenzio un attacco così vile, ma, tant’è: evidentemente, la criticità del momento impone altre priorità e consideriamo quindi che, i nostri superiori, abbiano cose più importanti da fare che difendere gli insegnanti.

Ma il nostro Dottore, evidentemente mai sazio, da bravo coccodrillo che si rispetti, ha pensato bene di continuare ad arrotare la sua dentiera il successivo 4 giugno, su di un blog: in un altro suo pregiato intervento ci ha messo, come categoria, nientemeno che fra le “sette piaghe d’Egitto”, riferendosi alle varie storture che affliggono la nostra Repubblica. E, così, fra i peggiori mali del nostro Paese, fra le cordate politico affaristiche, la scarsa propensione al lavoro, la corruzione e compagnia bella, ci è finita pure la Scuola.

Gli insegnanti, secondo questo grande filosofo della cultura,”sono passati dal lockdown alle eterne vacanze estive, per riposarsi da un lavoro che non hanno svolto…” Complimenti! Il Dottore ha così offeso tutti coloro, e sono sempre di più, dati i tempi, che svolgono il cosidetto “smart working”! Forse lui crede che tenere lezioni a distanza non comporti un lungo lavoro di preparazione, di ideazione, di costruzione di prodotti informatici? Crede che la decisione di non riaprire le scuole sia dipesa da noi? No: è dipesa dai Suoi Colleghi medici, sulle cui tesi scientifiche noi non ci permettiamo di argomentare! Manzaroli riferisce poi che, alcuni insegnanti di sostegno, coloro che si trovano ad educare, in presenza, gli alunni con disabilità, avrebbero affermato, in una lettera che, almeno a chi scrive questo articolo, non risulta mai scritta e, se lo fosse, sarebbe pervenuta al Dottore per vie non certamente legali, che i loro studenti, in particolari casi, “sputano e sbavano”. Questo per poter affermare da bravo missionario: ”Avete visto che razza di sostegno?”

Possiamo confermare, invece, che la domanda sui presidi sanitari necessari per tutelarsi da quegli alunni affetti da una diversa abilità che, effettivamente, possono fare entrare l’insegnante in contatto con saliva o bava, è stata rivolta alle Autorità sanitarie preposte: una domanda troppo scandalosa per il Dottor Manzaroli? Lui correrebbe incontro ad un diversamente abile, positivo al covid 19 e respirerebbe un suo starnuto per fargli coraggio? Per far vedere che lui non emargina un diversamente abile? Che il vero insegnante di sostegno è solo lui? Forse, sarebbe meglio, invece di spacciarsi giudice supremo degli insegnanti, che il coccodrillo rispolverasse le sue nozioni di medicina e se la prendesse con i suoi colleghi, se pensa di essere più bravo di loro. Noi, per ora, vogliamo solo invitarlo a smettere di spargere fango in modo così gratuito e, infine, vogliamo comunque ringraziarlo, per aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica la nostra categoria, sparlando a vanvera, al punto che il più ingenuo dei lettori avrà pensato che, forse, il Dottor Manzaroli, deve aver avuto dei pessimi insegnanti.”

Un gruppo di insegnanti

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