San Marino.Di Vizio sconfitto da una Giustizia … da quarto mondo

Il pm della Procura di Forlì, dr. Fabio Di Vizo, ha  sostanzialmente fallito, in termini di amministrazione della giustizia, nell’assalto al ‘sistema San Marino’. Nel senso che se n’è andato  senza dimostrare il tuo teorema. Ancora a Forlì, infatti, non si è avuto una sentenza di primo grado, nonostante che le indagini siano state aperte ai primi di gennaio del 2008 e nonostante l’impegno che il magistrato, oggettivamente,   vi ha profuso. 

Meraviglia, però, che Lionello Mancini nel suo libro L’onere
della toga
,  metta in evidenza anzitutto le lacune – e peggio – della giustizia sammarinese (spesso presa di mira anche dai suoi colleghi della stampa nazionale italiana) poco collaborativa col suo ‘eroe’.

“Se si considera il corpus normativo vigente e l’ordine giudiziario di fatto controllato dall’Esecutivo, si capisce ben presto che sul Monte le regole sono malleabili e adattabili a ogni situazione, mentre la certezza del diritto, vicina allo zero.
Una situazione ben rappresentata dalla feroce battuta di un altro ufficiale della Finanza, profondo conoscitore di quel mondo:

se due sammarinesi litigano in tribunale, il giudice darà ragione a quello dei due che appartiene alla maggioranza politica del momento;

se a litigare sono due cittadini della stessa parte politica, avrà ragione il più ricco fra loro;

se, infine, un cittadino sammarinese litiga con uno ‘straniero’, prevarrà l’autoctono.

Semplice. Efficace. Senza scampo”.

Una giustizia, insomma, quella sammarinese,   da quarto mondo, secondo Mancini.
Che probabilità avevano, perciò, i ‘perturbatori’ forlivesi di riuscire nella loro impresa? Ecco spiegato perché il dr. Di Vizio, coi suoi colleghi,  non ce l’ha fatta.

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