San Marino e il moloch economico della globalizzazione. Stiven Muccioli

Stiven Muccioli apre una discussione di strettissima attualità per la Repubblica di San Marino: il necessario intelligente rafforzamento della sua identità, per dare, nel planetario,  più colore al puntino.

Il territorio, quello rurale e antico, quello fatto di pietre e sudore, di
uomini e antiche torri, oggi non conta più abbastanza. Incapace di confrontarsi
con la globalizzazione economica che pone un microstato dell’Europa Meridionale
al cospetto di gruppi di interesse mondiali, infinitamente più potenti.

I libri di storia ci raccontano che cento anni fa San Marino era un paese
povero, ma degno. Nel quale la fatica del lavoro quotidiano era determinante.
Era tutto. Occupare la mente e le braccia in qualcosa di produttivo per se
stessi e per la propria gente significava tutto. Era la vita.
Oggi, alla
gente della nostra terra è stato tolto il senso del lavoro. Inseriti per troppo
tempo in un sistema che non ha richiesto sforzi, iniziative, idee. Un sistema
capace di generare ricchezza senza quella intellighenzia che nei secoli ci ha
contraddistinto

Leggi la riflessione di Stiven Muccioli sulla identità sammarinese

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