San Marino e Roma aprono Amphora. Mario Sensini (Corriere della Sera)

Il sì del tribunale della Repubblica di San Marino alla collaborazione giudiziaria chiesta dalla procura di Roma circa l’indagine Amphora potrebbe avere effetti dirompenti in ambienti altolocati non solo italiani.

Lo si evince dall’articolo di oggi di Mario Sensini (Corriere della Sera).

Questo l’incipit: ‘Il furgoncino è atteso a Viale XXI aprile a Roma, sede del quartiere generale della Guardia di Finanza, nelle prossime ore. Arriva direttamente da San Marino e contiene la bellezza di quasi duemila dossier, intestati ad altrettanti cittadini e imprese italiane, sospettati di aver riciclato più di 100 milioni di euro attraverso una società sammarinese finita nel mirino della Guardia di Finanza, la
Smi (San Marino Investimenti) SA
‘.

L’articolo termina con l’elenco dei reati prodotto dall’accusa: ‘riciclaggio, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e di intermediazione finanziaria, appropriazione indebita, truffa aggravata, falso in bilancio, associazione per delinquere.
E non è tutto, perché gli sviluppi dell’indagine e le carte in arrivo, sottolineano gli uomini della GdF, prometterebbero ulteriori sviluppi.

Leggi l’articolo di Mario Sensini, Corriere della Sera.

Della Smi e della collegata S.M. International Bank (ex Banca del Titano) praticamente non si è mai saputo di vere indagini eseguite da Banca Centrale della Repubblica di San Marino, quando erano direttore il dr. Luca Papi e responsabile della vigilanza il dr. Stefano Caringi.

D’altra parte il
neo presidente della stessa Banca Centrale e già dimissionario dr. Ezio Paolo Reggia aveva assicurato di non avere rilevato scheletri negli armadi di Via del Voltone.

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