San Marino e Vaticano. Bollette dell’energia elettrica più care

Stefano Agnoli di Corriere della Sera: Il caso. Gli obiettivi di risparmio e i 104 Megawatt garantiti ogni anno dal governo / San Marino e Vaticano, la luce sul conto delle bollette italiane/ Gli accordi e la possibile revisione con il taglio degli aiuti


Togliere a chi ha avuto troppo e restituire a chi ha dato di più. E’
l’obiettivo del decreto «taglia-bollette», che a breve passerà all’esame
del Parlamento. Non è dato ancora sapere, però, se i sacrifici
toccheranno anche il Vaticano e la Repubblica di San Marino, «stati
esteri» che fino ad oggi hanno beneficiato di un regime del tutto
speciale, finanziato in ultima istanza dalle bollette dei consumatori
italiani. Per il momento pare di no, anche se nella lista iniziale degli
interventi del ministero il capitolo delle due “enclave” era ben
presente. Non che si tratti di cifre stratosferiche: il «regalo»
energetico che lo Stato fa ogni anno alla Santa Sede e alla Repubblica
del Titano ha un valore di 15-16 milioni di euro, ripartiti più o meno a
metà. Il taglio, sempre nelle intenzioni, avrebbe quindi un valore più
simbolico che altro («tutti devono fare la loro parte»), aggiungendosi
però alle altre misure dello stesso tenore, quelle che colpiscono le
energie rinnovabili fino alle Ferrovie e ai pensionati Enel
.(..) 

San Marino, invece, per i suoi 54 Megawatt vanta un diritto decennale,
ribadito da un accordo con l’Italia del 2011. In teoria le cose
potrebbero andare avanti così fino al 2020. Ma anche in questo caso è
possibile che, bontà sua, la Repubblica accetti di avviare una
trattativa. Il margine ci sarebbe
.

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