San Marino e Vaticano. L’Italia presenta il conto per l’elettricita’. Black out da evitare

Non è la prima volta che si parla della questione elettricità fornita dall’Italia alle due piccole enclave.
E sono sempre messi assieme, San Marino e Vaticano.
Per San Marino  in ballo ci potrebbero essere 7-8 milioni collegati alla questione  della ‘interrompibilità’.

Corriere della Sera. Elettricità a San Marino e Vaticano, gli impegni della Guidi

 Sarà possibile da quest’anno conoscere con esattezza quanta elettricità consumano gli stati esteri di San Marino e del Vaticano, in modo che sia equo il conto caricato dai distributori (Acea per la Santa Sede e Enel per la repubblica del Monte Titano) sulle bollette di tutti gli italiani? Forse sì. Sarebbe infatti questa la promessa (implicita) della ministra per lo Sviluppo, Federica Guidi, un impegno che si ricava dalla risposta data a un’interrogazione di un gruppo di deputati di Alternativa libera-possibile. Si è così appreso che il Mise ha affidato all’Autorità per l’energia presieduta da Guido Bortoni la definizione dei criteri per verificare l’utilizzo effettivo di energia elettrica, «anche avvalendosi delle imprese distributrici». In questo modo si dovrebbe sciogliere definitivamente il dubbio che le imprese, oltre a vendere l’energia non consumata da Vaticano e San Marino a prezzi di mercato (superiori a quelli praticati da Francia e Svizzera, da cui arriva) ricavandone sovraprofitti, si facciano rimborsare anche i costi di trasporto per tutta la capacità teorica e non solo per quella effettivamente utilizzata. (…)

 

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