San Marino. I sindacati uniti e compatti chiedono al governo “un tavolo di confronto” nell’immediato

“Sulla forte spinta dello sciopero generale del 15 novembre scorso, che ha riempito Piazza della Libertà in una grande prova di democrazia ed unità sindacale, l’Attivo generale dei delegati di Confederazione sammarinese del lavoro, Unione sammarinese dei lavoratori e Confederazione democratica lavoratori sammarinese, riunito questa mattina al Teatro Concordia di Borgo Maggiore, ha approvato un documento che rilancia la necessità del confronto con il governo su tutti i temi di rilevanza sociale, chiedendo  al contempo di rinnovare tutti i contratti scaduti e di promuovere una concreta politica dei redditi, che dia risposte alle necessità delle famiglie”.

È quanto si legge in un comunicato congiunto di Confederazione sammarinese del lavoro, Unione sammarinese dei lavoratori e Confederazione democratica lavoratori sammarinese.

Sulla riforma delle pensioni, tra i temi centrali dello sciopero, “governo e maggioranza hanno fatto quadrato su alcuni articoli della riforma, ignorando le richieste del sindacato – dichiarano Csdl, Usl e Cdls -. Sono state compiute delle forzature e scelte unilaterali, come l’entità dei prelievi dal ‘fondo di riserva’, confermando percentuali sui disincentivi fortemente penalizzanti; ma come, hanno ribadito i segretari delle tre organizzazioni, la partita non è ancora chiusa: il sindacato rilancia la richiesta di riaprire il confronto sulla riforma previdenziale appena approvata per apportare le integrazioni e modifiche richieste, unitamente agli altri argomenti indicati nel documento”.

In particolare, “la definizione delle norme sui lavori usuranti e legate all’assistenza di familiari non autosufficienti; la revisione dei disincentivi alla pensione di anzianità sotto quota 103 per le madri; la revisione dell’articolo che limita la rivalutazione delle pensioni al 2,2%, percentuale lontana da quanto definito nei rinnovi contrattuali già concordati; affrontare il riscatto degli anni di laurea, oggi pressoché inaccessibile per i costi troppo elevati; introdurre norme di tutela per coloro che perdono il lavoro in età avanzata e una nuova normativa che regolamenti i ‘prepensionamenti'”.

L’attenzione del sindacato “resta massima anche rispetto alla prossima riforma prevista per Fondiss: la ‘governance’ va affidata alle parti sociali e vanno introdotti strumenti di controllo e gestione che producano rendimenti in linea con quanto avviene in altri Paesi”.

Sul tema contratti di lavoro, “occorre un serio e approfondito confronto teso al loro rinnovo”, così come “occorre risolvere l’impasse che caratterizza diversi rinnovi contrattuali; se dovesse perdurare il blocco pregiudiziale di alcune associazioni imprenditoriali verso aumenti in linea con la indicizzazione concordata, le organizzazioni sindacali metteranno in campo ogni iniziativa a tutela dei lavoratori interessati”.

E ancora: “È urgente confrontarsi con l’esecutivo sulla prossima riforma Igr, il cui punto di partenza devono essere i controlli sulla veridicità dei bilanci delle imprese. Per il 2023 si prospettano scelte di estrema rilevanza per il Paese, tra cui: il rifinanziamento del debito estero, la firma dell’Accordo di Associazione all’Ue, l’introduzione dell’Iva. Di fronte a decisioni così determinanti, il governo non può fare da solo, ma deve cercare la massima condivisione, attraverso un confronto reale e non solo di facciata”.

L’Attivo unitario, inoltre, “chiede ai lavoratori e ai pensionati di mantenere vivo lo stato di mobilitazione, anche in relazione al bilancio previsionale 2023, presentato in prima lettura consiliare senza nessun incontro con il sindacato: non pare ci siano provvedimenti preoccupanti, ma solitamente gli articoli più controversi vengono presentati come emendamenti in seconda lettura”.
Il sindacato “rivendica il confronto approfondito con il governo per concordare misure finalizzate allo sviluppo del Paese ed alla difesa dello stato sociale, evitando qualsiasi misura unilaterale che vada ad incidere sulle condizioni dei lavoratori e dei pensionati”.

E non è finita qui: “A breve verrà inviata dalle organizzazioni sindacali all’esecutivo una richiesta formale di avvio del confronto. Tra gli argomenti che chiederanno di affrontare, vi sono la richiesta di garanzie sull’entità dei deficit del Fondo Pensioni dei lavoratori dipendenti per gli anni 2019-2022, affinché non vengano ulteriormente intaccati i fondi; riaprire il confronto sull’Icee, per dosare in maniera corretta ed equa gli interventi di sostegno pubblici; affrontare in maniera concertata il tema dello sviluppo, che dovrà essere equilibrato, sostenibile e basato su progetti realizzabili e seri”.

Un tema particolarmente sentito “è quello della sanità, che da anni vive una situazione di forte criticità: da molti mesi il sindacato chiede di rinforzare la struttura medico-organizzativa della medicina di base e la prevenzione; manca ancora il nuovo ‘Atto Organizzativo’ e il conseguente ‘Fabbisogno del personale’, impegni già annunciati da tempo ai sindacati dal direttore Iss e non ancora concretizzati”.

L’Attivo “ribadisce la sua contrarietà agli aumenti delle tariffe, avvenuti in maniera unilaterale dopo una girandola di annunci e decisi da un’authority che non ha dato dimostrazione di una reale autonomia dalla politica. Per le organizzazioni sindacali è indispensabile: riparametrare gli aumenti in base ai maggiori consumi; rivedere, ampliandole, le fasce di consumo (e fatturazione) più basse e a tariffe agevolate; prevedere agevolazioni per le fasce sociali più in difficoltà. In parole semplici: rivedere il sistema tariffario. È anche necessario aprire un celere confronto sul welfare, partendo dall’aumento degli assegni familiari e dell’assegno familiare integrativo, oltre ad una attenta revisione dell’elenco dei farmaci resi non più mutuabili”.

“Quel che serve oggi al Paese è una nuova stagione di confronto e concertazione sulle riforme, sullo sviluppo, sul welfare state e su tutti i temi di rilevanza sociale. L’Attivo chiede dunque al governo di avviare un ciclo di incontri per concertare gli interventi necessari; se invece non volesse accogliere questo appello e vorrà fare nuove prove di forza, sappia bene che i lavoratori ed i pensionati sono pronti a proseguire nelle iniziative di lotta”, dicono infine Confederazione sammarinese del lavoro, Unione sammarinese dei lavoratori e Confederazione democratica lavoratori sammarinese.

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