San Marino. il governo penalizza le imprese, Repubblica Futura

RF: “Se la maggioranza non è in grado di dare una linea, tolga il disturbo”

Anziché costruire un progetto di sviluppo il governo penalizza le imprese e sulle riforme siamo solo alle enunciazioni senza concretezza

“Chi oggi governa può perseguire i grandi debitori delle banche piuttosto che usare soldi pubblici per ripianare i loro conti; può gestire debito in maniera oculata; può impostare un progetto di sviluppo; può evitare di chiudere la scuola di Città”.

Lo dice Repubblica Futura rimarcando, però, che maggioranza e governo non stanno facendo nulla di tutto questo ed evidenza un Consiglio molto scarno, senza programmi di sviluppo. “Sembra un paradosso, e invece di costruire si distrugge – dice Nicola Renzi – Un tema in Consiglio sarà quello della scuola elementare di Città. Noi abbiamo sempre espresso perplessità rispetto a questa decisione. In primis è perché i numeri sono diversi da quelli che si paventavano mesi fa”. Secondo perché crediamo che quando un governo mette in contrapposizione due istituzioni della cultura mettendo in palio una sede, sicuramente c’è qualcosa che non va. Anzi, queste sono le politiche più sbagliate da attuare. L’Ims merita una sua sede, ma temiamo che la scuola elementare di Città non sarebbe la sede più idonea e non capiamo perché non si debba trovare un’altra collocazione piuttosto che sfrattare la scuola elementare. Abbiamo presentato un ordine del giorno perché crediamo che il governo dovrebbe fermarsi, attendere, aprire un tavolo di confronto che tenga conto del calo demografico, e non spogliare i Castelli di istituzioni culturali come sono le scuole elementari. Ci pare in tutto questo ridicolo che a chiudere una sede della scuola elementare siano dei consiglieri eletti con la promessa di non toccare la scuola. Ecco, chi è andato a fare queste promesse ai cittadini e agli elettori, oggi fa esattamente il contrario di quanto ha promesso e questo ci pare improponibile”.

Poi richiama le proposte fatte in settimana in Commissione Finanze: “La prima era la proposta della creazione di un ufficio per la gestione del debito pubblico, che crediamo possa sfuggire di mano. Si tratta di un ufficio che possa tenere monitorato quando sia opportuno o non opportuno rinegoziare il debito; quando sia opportuno o meno emettere eventuali altri titoli, visto che questo è l’intendimento del governo”. Poi vengono richimati gli odg sui grandi debitori e quello sugli Npl presentati in Commissione finanze, odg che sono stati bocciati. “Allora, a noi non interessa che boccino un nostro ordine del giorno, ma maggioranza e governo hanno l’onere di governare e chi oggi governa può perseguire i grandi debitori delle banche piuttosto che usare soldi pubblici per ripianare i loro conti; può gestire il debito pubblico in maniera oculata; può evitare di chiudere la scuola di Città. Queste decisioni le può prendere, e invece vediamo che ne sta prendendo di opposte”.

Miram Farinelli torna sull’argomento del Green-Pass: “Repubblica di pochi giorni fa ha parlato dei sammarinesi come di ‘prigionieri dello sputnik’. Il 70% dei sammarinesi ha fatto almeno una dose di vaccino. Si devono trovare i modi per ripartire in sicurezza. Le certificazioni possono essere rilasciate da paesi dell’Ue per vaccinazioni effettuate con vaccini riconosciuti Ema. Ora, l’Ungheria che è uno stato dell’Ue ha usato lo sputnik, che ha ottenuto il riconoscimento da questo stato. Ecco, questa può essere una modalità per aprire le porte anche al nostro stato con farmaci riconosciuti da uno Stato membro dell’Ue”. Poi Farinelli richiama una clausola straordinaria per estendere il riconoscimento dei vaccini previsti nella lista di emergenza dell’Oms, lista che comprende anche lo Sputnik. “Questa clausola permette il movimento ai cittadini con un certificato di vaccinazione per i sieri compresi nella lista di emergenza. Al momento queste due strade sono prive di definizione – aggiunge Farinelli riferendosi alle ipotesi citate di Ungheria e Oms – Quindi i politici interessati e l’attività diplomatica soprattutto dovranno, in tempi brevi, trovare delle soluzioni e delle strade per la libera circolazione dei cittadini”.

Andrea Zafferani ribadisce che il prossimo sarà un Consiglio povero di interventi concreti. “Abbiamo solo dei dibattiti. Uno in particolare sulla riforma del lavoro e delle pensioni. L’opposizione è esclusa totalmente da questi confronti. Sulla riforma delle pensioni, da quel che sappiamo, c’è molto poco. Sul lavoro, abbiamo visto il dibattito sulle norme proposte che vede i sindacati fortemente contrari. Riforme che servono, ma siamo ancora alle enunciazioni. Non c’è l’azione, anche se con un comunicato della scorsa settimana pare che l’universo mondo debba essere approvato entro la fine dell’anno. Invece noi siamo un po’ preoccupati, perché la metà della legislatura non è lontana e la storia ci insegna che un governo, dopo metà legislatura, pensa al proprio futuro politico”. Poi parla del decreto in materia energetica e sostenibilità ambientale. “Questo invece è un intervento concreto del quale avremmo volentieri fatto a meno. Abbiamo letto le prese di posizione di Osla e dell’Unas in particolare, che hanno denunciato come questo intervento, fatto senza consultare le aziende e senza confronto con nessuno, rischi di creare problemi alle aziende, generando una serie di situazioni che mettono le imprese fuori mercato”. Così “mentre in giro per il mondo stanno pensando a come investire bene i soldi del recovery-plan, non capiamo quale sia l’idea di sviluppo del governo. Non capiamo dove intenda spingere per lo sviluppo futuro e come usare le risorse provenienti dal debito”. Pertanto, chiosa Zafferani, “se la maggioranza non è in grado di dare una linea, sarebbe meglio che pensasse a togliere il disturbo. Il Paese ha bisogno di interventi rapidi, non certo di rinvii ”

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