San Marino. Il testo del protocollo firmato a Roma

La nostra sovranità in pericolo? Ecco il testo del protocollo firmato a Roma

L’unica parte del Protocollo in cui si danno indicazioni rischia di portare a una riduzione della sovranità della Repubblica

Davide Pezzi

La trasferta romana del mese scorso è stata indubbiamente una carta che l’attuale maggioranza ha giocato al momento giusto, e di cui non ha mancato di tessere le lodi nei giorni e settimane che sono seguite. “Motivo di grande orgoglio per l’accoglienza, la rilevanza dei confronti, il clima di disponibilità registrati, per gettare le basi di nuove relazioni con l’Italia” è stato detto durante una conferenza stampa. “E’ il coronamento di un lavoro di un anno e mezzo portato avanti, fianco a fianco con il Governo, senza tanti proclami – ha addirittura detto Emanuele Santi (Rete) – per ricostruire un rapporto bilaterale che si era affievolito nel precedente triennio”. 

Per Alessandro Mancini (NpR), “l’avvio di un nuovo modello di relazioni con l’istituzione di tavoli permanenti in grado di affrontare i problemi e anticipare le soluzioni”.

“Abbiamo recuperato credibilità”, ha chiosato Manuel Ciavatta (Pdcs).

In Commissione Esteri, il Segretario Luca Beccari ha spiegato: “Con il ministro Di Maio si è firmato l’accordo per il rafforzamento delle relazioni bilaterali che rafforza i momenti di confronto tra i due Stati, con lo strumento della commissione mista, rendendo l’appuntameno annuale, prevedendo anche momenti di confronto nelle istituzioni multilaterali. A breve verrà concluso l’Accordo sulle frequenze televisive, i tempi saranno primi di giugno-inizi di luglio. San Marino Rtv andrà sulla trasmissione nazionale e sarà riconosciuto a San Marino l’aumento del canone per il funzionamento dell’emittente”.

Ha parlato anche di multe e caso targhe, argomenti che toccano da vicino i cittadini, ma restando ancora una volta sul vago: “Multe: si lavoro su un accordo che prevede una nuova procedura di notifica e la gestione del pregresso per risolvere le multe accumulate negli anni. Su questo ci sono state negli anni problematiche di reciprocità, ma non è stato lungimirante da parte di San Marino non trattare il tema prima”.

Ancora meno certezze per l’ormai annosa questione targhe, che sembra irrisolvibile: “E’ in corso nel Parlamento italiano la presentazione di due emendamenti che riguardano la modifica del Decreto Sicurezza nell’ottica di andare a risolvere problematiche persistenti; credo che il tema multe sia trainante anche per il tema targhe, che nasce anche per un problema di mancata riscossione delle contravvenzione”.

Ma allora quali sono i contenuti del famoso “Protocollo di intesa su cooperazione e consultazioni rafforzate” siglato a Roma” che sembra essere la panacea di tutti i mali della Repubblica? Si tratta in realtà di uno smilzo documento composto da sei paragrafi che resta piuttosto sul vago senza entrare nello specifico.

Eccone alcune parti:

Paragrafo I – “Cooperazione bilaterale” “I Partecipanti promuoveranno un ulteriore rafforzamento delle relazioni tradizionalmente eccellenti tra i due Paesi, intrattenendo un dialogo regolare e costruttivo sui temi di interesse bilaterale e facilitando la comunicazione tra le rispettive Amministrazioni in ogni ambito di interesse comune. In questo quadro, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino e il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana si incontreranno con frequenza almeno annuale per discutere i principali temi di interesse comune e coordinare i seguiti di questa intesa”.

Un testo, come si vede, molto soft, dove è da notare che le relazioni tra Italia e San Marino vengono definite “tradizionalmente eccellenti”, al di là delle roboanti affermazioni riportate in apertura dell’articolo.

Paragrafo II – “Commissione mista Italia – San Marino” “I Partecipanti riconoscono l’importanza centrale della Commissione mista Italia-San Marino, stabilita con lo Scambio di Note del 10 settembre 1971, quale foro in cui esaminare i problemi di interesse comune e proporre adeguate soluzioni per le ulteriori decisioni nelle sedi competenti. I Partecipanti convocheranno la Commissione Mista con cadenza almeno annuale e ogni qualvolta si renda opportuno, alternativamente a Roma e a San Marino. L’agenda della Commissione mista verrà definita di comune intesa tra i Partecipanti”. Anche qui sostanzialmente non si dice nulla di nuovo, richiamando addirittura una commissione istituita nel 1971.

Paragrafo III – “Collaborazione nelle Organizzazio Internazionali

Alla luce della storica vicinanza tra i due Paesi e della strettissima condivisione dei principi e degli obiettivi che informano la loro azione, i Partecipanti rafforzeranno la collaborazione sulle questioni di reciproco interesse discusse nell’ambito delle Organizzazioni Intemazionali di cui sono entrambi parti. I Partecipanti si consulteranno su questi temi, con cadenza almeno annuale e ogni qualvolta si renda opportuno, attraverso specifiche riunioni dei propri Funzionari competenti per materia”.

E’ forse l’unico Paragrafo che dice qualcosa di nuovo, prescrivendo che i due paesi si consultino preventivamente sui temi discussi. Ha fatto notare Andrea Zafferani (Rf): “Questo può mettere a rischio, seppure parzialmente, la sovranità di San Marino negli organismi internazionali? Come si tradurrà? Sulle sanzioni alla Russia, per esempio come si comporterà San Marino?”. E forse non è un’obiezione campata per aria: qualora lo Stato italiano decidesse di applicare delle sanzioni nei riguardi di un Paese senza il quale, ricordiamolo, la nostra campagna vaccinale sarebbe partita con enorme ritardo.

Gli altri sei paragrafi sono puramente accessori e “tecnici”: costi, durata del Protocollo ecc. Giudichino i cittadini se sia un accordo così pregnante e foriero di benefici come è stato propagandato, e se porterà alla risoluzione di alcuni dei problemi tra i due paesi.

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