San Marino. Ingente credito nei confronti di Banca Centrale. Falso

L’Informazione di San Marino

La Banca Centrale gli deve quasi un milione di euro… ma e’ tutto falso 

Tratti in inganno anche Ufficio del Lavoro e tribunale per farsi “tagliare” l’affidamento ai servizi sociali

Antonio Fabbri

Banca Centrale gli deve quasi un milione di euro… ma è tutto falso. Aveva realizzato carte contraffatte per fare figurare come vantasse un ingente credito nei confronti di Via del Voltone e ottenere così un prestito da 3000 euro, assicurando che avrebbe avuto la possibilità di restituirlo.

Questa la ricostruzione dell’accusa che ha rinviato a giudizio Sandro Agostini, 54enne sammarinese, che dovrà rispondere di falsità in scrittura privata, falsità in atti pubblici e truffa La vicenda riguarda, oltre alla falsificazione di documenti di Banca Centrale, anche la contraffazione di altra documentazione utilizzata per ottenere un numero di ore settimanali di affidamento ai sevizi sociali – che doveva scontare in funzione di una precedente condanna – inferiore rispetto a quello stabilito dal Giudice dell’esecuzione. Oltre a Banca Centrale, quindi, con i documenti contraffatti – presentati tra il 2013 e il 2016 – sono stati tratti in inganno anche l’Ufficio del Lavoro e il Tribunale.

La falsità in scrittura privata La prima contestazione mossa dall’accusa verso Agostini riguarda l’aver falsificato una dichiarazione di una impresa di pulizie per la quale aveva dichiarato di lavorare. Una dichiarazione della quale, però, la titolare dell’impresa di pulizie non sapeva nulla e che Agostini ha utilizzato per farsi diminuire la durata dell’affidamento ai servizi sociali. Un falso realizzato attraverso la fotocopiatura di una firma originale della titolare. Lo scopo era, appunto, quello di presentare le dichiarazioni false, relative alla millantata occupazione, al Giudice delle Esecuzione per riuscire ad ottenere la diminuzione delle ore  di servizi sociali.

L’inganno all’Ufficio del lavoro Dichiarazioni false, sempre secondo l’accusa, sono state poi presentate all’Ufficio del lavoro che, indotto in errore, ha rilasciato certificazione che Agostini aveva incrementato le ore di lavoro presso l’impresa di pulizie in questione. L’ufficio del lavoro ha quindi attestato che le ore di lavoro di Agostini erano 40 settimanali. Per ottenere questa certificazione, l’imputato aveva presentato una comunicazione di rinnovo del contratto di lavoro a tempo pieno, con la firma della titolare dell’impresa di pulizie, che però, secondo l’accusa, era stata contraffatta.

Quel milione da Bcsm Contestata anche la falsità materiale in atto pubblico. Secondo la ricostruzione dell’accusa, infatti, Agostini, nel luglio del 2016, ha contraffatto tre atti, apparentemente formati da funzionari di Banca Centrale, dai quali risultava che lo stesso doveva ricevere da Banca Centrale la liquidazione di una somma pari a 978.465 euro. Inoltre aveva falsificato un ordine di bonifico pari a 61.535 euro a sua favore e un documento di pagamento. Questi atti falsificati sono stati mostrati ad una conoscente inducendola a concedergli un prestito di 3.000 euro che, essendo in procinto di avere il cospicuo versamento da Bcsm, Agostini avrebbe potuto restituire. Peccato che il credito verso Via del Voltone fosse falso. E’ così scattato il rinvio a giudizio anche per truffa. La prima udienza del processo è fissata per il 7 marzo davanti al giudice Gilberto Felici e vede tra le parti lese, oltre alla persona truffata e alla titolare dell’impresa di pulizie, anche Banca Centrale

 

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