San Marino. Iro Belluzzi sul suo approdo a Libera: “Ho voluto contribuire a rafforzare sin da subito un soggetto politico già costituito”

“Scottato per non essere diventato segretario? Ecco come è andata”

GIAN MARIA FUIANO – All’indomani dell’adesione a Libera, il consigliere Iro Belluzzi ha rilasciato al nostro giornale una lunga intervista. (…)

“Alla direzione furono presentate due candidature la mia, che ero quello avente il numero maggiore di preferenze all’interno del Psd, e quella di Andrea Belluzzi, che era nei fatti il segretario di Stato in pectore essendo stato già scelto all’interno del gruppo consiliare di Npr in seguito ad una riunione a cui parteciparono anche vari esponenti dei partiti che avevano dato vita allo stesso cartello elettorale. Proprio durante quella riunione venne posto subito in modo netto un deciso veto sul mio nome per poter ricoprire un ruolo di governo con una manovra che sembrava essere stata concordata a tavolino, sembrava quasi di assistere ad una commedia già scritta. Sono sicuro che in altri tempi la classe dirigente non avrebbe mai accettato di vedere imposte in quel modo scelte di altri con tali modalità, o almeno mi piace pensarlo. Comunque tornando alla tematica del mio attaccamento alla poltrona, non so se vi ricordate cari compagni del Psd, che in seguito, durante la direzione del partito convocata a seguito della riunione di cui ho detto, dopo un po’ di dibattito e dopo che il collega Andrea Belluzzi aveva rimesso la sua nomina alla votazione della direzione, nonostante avessi i numeri nella stessa direzione per poter essere nominato segretario di stato per il Psd, ritirai la mia candidatura per non arrecare danno al partito all’interno della costituenda maggioranza visto che il mio nome non sembrava gradito”.

(…) La mia scelta è stata dettata dalla volontà di contribuire a rafforzare sin da subito un soggetto politico già costituito, rifuggendo dalla logica che chiunque esca da una formazione lo faccia per costituire un’altra nuova di cui esserne il leader, idea questa, forse dettata da un ego ipertrofico, che negli ultimi anni ha pervaso il mondo politico e che ha determinato nel tempo la frammentazione dell’area di pensiero in cui ho sempre militato”.

Articolo tratto da La Serenissima

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