San Marino, la casta morde il freno

San Marino, indagine Conto Mazzini.
Ancora non è finita la fase inquisitoria e ci sono persone ancora in carcere  o ai domiciliari.
Eppure la casta  (100/150 mascalzoni) che ha movimentato 800/1100 milioni 
morde il freno. Certa che comunque si risolverà tutto in una bolla di
sapone, non solo non vede l’ora di godersi in pace quanto rimediato, ma scalpita perché non sopporta un rallentamento negli affari.

E gli affari più lucrosi sono ancora quelli legati al sistema finanziario.
In particolare a quello delle banche.
Non basta  aver succhiato e continuare a succhiare soldi allo Stato  praticamente a fondo perduto,  si vuole riprendere a commerciare le licenze bancarie, rimaste nella disponibilità di alcuni ‘fortunati’.

Il Consiglio ha stabilito che quelle licenze sono commerciabilissime e nella piena disponibilità di chi le possiede. La ‘triangolazione’  prospettata dalla Presidenza Abs non ne ha, certo,   diminuito il valore economico.  

Fino a poco fa  era la Libia la terra promessa, come anche la nomina dell’ultimo ambasciatore induceva a pensare.

Ora pare essere Dubai

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