San Marino. La farsa dei politici in merito alle responsabilita’

I politici della Repubblica di San Marino che si proclamano onesti  si indignano quando viene ricordato che hanno convissuto per decine di anni con colleghi che hanno manovrato da 800/1100 milioni di corruzione (in un Paese di 32 mila abitanti)  e trascinato in tribunale chi osava denunciare il sottobosco politico affaristico  in funzione del quale il Paese pareva gestito.

Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino oggi tratta il caso sotto il titolo: Ex ante Ex Post

Questa faccenda del senso di
responsabilità ex post va bene
per indorare l’amarezza di
passaggi politici necessitati,
ma non spiega l’assenza di un
senso di responsabilità ex ante.
Ed è di questo che chi fa
politica deve rispondere, non
della fandonia di berlusconiano
conio che ha portato tutti a pensare
che uno debba rimanere attaccato alla poltrona finché non è indagato,
poi finché non è rinviato a giudizio, quindi
finché non è condannato nel primo, secondo
e pure terzo grado e magari ci mette anche la
Corte di Strasburgo facendola passare per un
gravame di quarto grado.
E’ della responsabilità che non c’è stata prima,
che il politico deve dare conto, perché a
farselo venire dopo, il senso di responsabilità,
son buoni tutti.


Ci sono dei fatti – non delle accuse che attengono
alla sfera giudiziaria – ma dei fatti, che
sono lì a richiamare l’attenzione di tutti, non
sempre espressa – pure in Consiglio e men
che meno nelle piazze virtuali – con parole
appropriate. Ma si sa, il degrado del linguaggio
precede sempre quello del popolo e dei
consiglieri che lo utilizzano.
(…)

     Il sottobosco politico affaristico è diventato foresta all’insaputa dei politici onesti

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