San Marino. L’editoriale di Antonio Fabbri. L’informazione

L’informazione di San Marino: Si può fare

Antonio Fabbri 

Si può fare. Cioè, si possono dare le dimissioni e poi ritirarle e magari in mezzo piantare un putiferio che la metà basta, ponendo alla base motivi da tregenda. Quindi si può pure cambiare idea nell’ambito di una stessa seduta e dire: “permangono ancora le ragioni per cui sono state date le dimissioni”… poi qualche ora dopo, complice il notturno tacer degli inesistenti verbali delle sedute consiliari, ritirare quelle stesse dimissioni. Insomma, vengono ritirate le dimissioni per le quali permangono i motivi sulla base dei quali erano state date.

Non conta che quando le aveva ritirate la vice presidente di Banca Centrale, su richiesta del presidente Grais che avrebbe di lì a poco terminato il suo incarico, erano volati strali e anatemi

Non conta aver strascinato per mesi quel limbo di “so ma non dico, però è molto grave e quindi lascio, ma non lascio del tutto, perché se lascio non ci sono… e se non ci sono quel qualcosa di molto grave non saprà contrastarlo chi mi subentrerà, perché non può percepire quanto è grave quel qualcosa di molto grave”.

Non contano il “colpo di stato”, le denunce, le conferenze stampa, le contro conferenze, il ritenuto abominevole percorso previsto per legge. Non conta più niente di tutto questo 

Non conta più niente di tutto questo: oggi capiamo tutti che viene sdoganata la facoltà di ritrattare.

Siccome oggi lo fanno i commissari di opposizione, presentare, mantecare e poi ritirare le dimissioni, si può. Basta giustificarlo ben bene con una supercazzola e allora cambiare idea non è più immorale. Non è più da golpisti, affaristi, poterforzisti, voltagabbana, burattini animati da oscure mire e indicibili finalità. Meno male. Restano le istituzioni frustrate da una scena ridicola come, ad esempio, le digressioni interminabili degli improvvisati esperti sull’importanza del seme di grano duro nell’agricoltura bio, intavolata per far saltare la discussione del comma sui dimissionari della Commissione affari di giustizia. Ma esattamente, poi, quelle dimissioni, nelle intenzioni dei presentatori, quale effetto avrebbero dovuto produrre? Mistero.

L’auspicio è che tutta questa vicenda una lezione l’abbia offerta: a presentare dimissioni bisogna andarci cauti, perché si corre sempre il rischio che possa esserci qualcuno che le accetta.

 

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