San Marino. Libertà di espressione, Banca Centrale interviene “vagamente irritata”

L’Informazione di San Marino: Con un comunicato, Bcsm prova a limitare libertà di espressione di partiti e media

Antonio Fabbri

Banca Centrale pubblica sul proprio sito – e lo invia ai media tranne al nostro – un comunicato dal sapore vagamente irritato verso la libertà di espressione delle forze politiche e dei mezzi di informazione. Prendendo spunto da un regolamento datato, il numero 5 dell’anno scorso, relativo al “whistleblowing”, cioè le soffiate sulle irregolarità che possono essere segnalate anche con questa modalità, Bcsm dice di fatto alle forze politiche: non fate segnalazioni sui giornali o in Consiglio, segnalate a noi… anche se poi non è chiaro che fine facciano le segnalazioni e se il segnalante abbia diritto a conoscerne l’esito.

Dice, comunque, Bcsm: “Banca Centrale desidera ricordare come attraverso l’emanazione del nuovo Regolamento 2020- 05 nel quale sono state inserite, tra quelle già in uso, anche le segnalazioni Whistleblowing, si sia ulteriormente rafforzato l’impegno verso una collaborazione ancor più efficiente ed efficace, sia con i Soggetti Vigilati sia con gli utenti del sistema. Questa nuova categoria di segnalazioni si distingue da quella tradizionale per molteplici aspetti che sono stati rappresentati, assieme alle procedure d’invio, in una pagina dedicata del sito internet (https://www.bcsm.sm/ site/home/funzioni/funzionistatutarie/vigilanza/segnalazioni-whistleblowing.html). Per quanto sopra esposto, si esorta chiunque abbia informazioni circa inadempienze perpetrate dai Soggetti del sistema bancario e finanziario ad effettuare le doverose segnalazioni attraverso i canali formali. Al riguardo, preme altrsì evidenziare come certe tematiche sollevate in taluni recenti comunicati stampa di partiti politici ripresi dai canali di informazione su presunte inadempienze del sistema bancario e di Banca Centrale non trovino riscontro in alcuna segnalazione alla scrivente Istituzione né attraverso i canali tradizionali né attraverso il whistleblowing. Simili esternazioni se non supportate da indicazioni circostanziate e non convogliate attraverso i giusti canali, si esauriscono in generici proclami e possono solo creare timori infondati nei risparmiatori senza alcun apporto costruttivo”.

Questa è bella: siccome nessuno ce lo ha segnalato per quelli che noi definiamo “giusti canali”, non è che possiamo intervenire, quindi non dovete nemmeno dirle. Eppure, più segnalazione di una pubblicazione sui mezzi di informazione, non si capisce cosa ci debba essere. Però a Via del Voltone non va bene, perché quelle segnalazioni non sono state fatte “attraverso i canali tradizionali”, né attraverso “whistleblowing”. Vien da dire che la segnalazione è doverosa – come dice la stessa Bcsm – e anche l’azione della stessa Via del Voltone sarebbe doverosa ogniqualvolta, a qualunque titolo, venga a conoscenza di informazioni gravi come quelle contenute nei comunicati che Bcsm contesta. Anziché fare sofismi per non dare spiegazioni e, di fatto, cercare di limitare la libertà di espressione delle forze politiche e dei media, sarebbe quindi meglio che Bcsm si muovesse per fare le verifiche del caso. E aggiunge: “Banca Centrale opera e continuerà a vigilare, come previsto dalle norme e dai migliori standards internazionali, con cautela e riservatezza, evitando discriminazioni, e con l’obiettivo di salvaguardare e tutelare il sistema sammarinese e i suoi cittadini”.

Già, però su “Memorandum di intesa nell’oblio, controlli e sostengo al sistema non pervenuti, pastrocchio di Banca Nazionale Sammarinese” e su “una presidenza che passa da servizi segreti a incontri politici romani e in grado di fare saltare governi e giudici”, segnalate in recenti comunicati, non risulta si siano fatte verifiche in Via del Voltone.

Evidentemente, queste cose contenute solo in un verbale ufficiale del Congresso di Stato, non sono state segnalate per i “giusti canali”.

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