San Marino, morte Evaristo Fabbrucci. ‘Una sentenza che fa storia’, Csu

La Csu definisce ‘giusta sentenza’ quella che ha condannato l’amministratore della Titan
Call ad un anno e due mesi di reclusione
, oltre ad una pena pecuniaria,
per la morte sul lavoro di Evaristo Fabbrucci.

Il processo penale, nel quale le Confederazioni si sono costituite parte
civile, ha accertato e punito le responsabilità dell’amministratore,
per le procedure insicure e pericolose per la vita e l’incolumità delle
persone che venivano attuate nell’azienda, che sono costate la vita a
Evaristo Fabbrucci, il quale per di più non aveva un regolare rapporto
di lavoro. Questa sentenza di primo grado, anche se non può per nulla
mitigare il dolore per la perdita di Evaristo, va nella giusta
direzione, cioè quella dell’accertamento delle responsabilità e della
punizione per chi si rende colpevole di incidenti così gravi.
 
Viste
le profonde carenze nell’applicazione delle norme di sicurezza da parte
di molte aziende, è ancora necessario svolgere un’azione di deterrenza
sul piano giudiziario,  attraverso un’azione puntuale ed efficace della
magistratura. In tal senso la CSU torna a stigmatizzare la caduta in
prescrizione di tanti processi per infortuni sul lavoro, anche gravi,
che decadono per decorrenza dei termini.

Leggi comunicato CSU

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