San Marino. Osla: ‘Che fine ha fatto la spending review?’

Anche il Consiglio Grande e Generale della crisi di governo si è accorto che la
spending review è rimasta nel cassetto delle buone intenzioni. In questo momento, difficile sicuramente, ma in qualche maniera
privilegiato perché le forze politiche devono tracciare i programmi per
la prossima legislatura, sarebbe bene
riportare la barra del timone sulla voce risparmi. Non è
tollerabile- scrive Osla-  ‘né politicamente, né eticamente, che si continui a dire che i soldi non ci sono, ma che si continui a spenderli senza un progetto
preciso’. Per avere un Paese più moderno, economicamente sostenibile ed eticamente condiviso per Osla si devono attuare ‘tagli non lineari, ma funzionali e un progressivo allineamento tra settore pubblico e settore privato’.


Sembrava cosa fatta il 31 maggio 2013 dopo che la commissione tecnica appositamente costituita aveva depositato una relazione di ben 278 pagine, con indicazioni molto circostanziate sui centri di costo del personale PA, dai livelli dirigenziali, che sono ben 71, a quelli più bassi, senza dimenticare le indennità di funzione e ben 109 raccomandazioni su come procedere per risparmiare. Come le tesi di Lutero, da appendere alle porte di Palazzo, vista la situazione disastrata e la spada di Damocle del Fmi.  E invece se ne dimenticano la finanziaria del 2013 e tutte quelle successive. “Faremo” è sicuramente la parola più usata nel gergo politico. 

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