San Marino. Pierfelici, l’opposizione sulla revoca del mandato

L’Informazione di San Marino

Opposizione: “la revoca della Pierfelici e’ un fatto grave” 

“Proposti tre ordini del giorno. Non si può continuare a diffondere solo la versione governativa” 

La minoranza rende pubblico il proprio Odg, respinto, che dava mandato ai magistrati di velocizzare la definizione dei procedimenti

La revoca del magistrato dirigente è un finale annunciato, “di estrema gravità”, per i gruppi di opposizione. Da Palazzo Pubblico, mentre è in corso il Consiglio Grande e Generale, capogruppo e membri della commissione Affari di Giustizia dell’opposizione convocano d’urgenza una conferenza stampa per denunciare quello che, affermano, non solo un problema interno. “Ci preoccupa più di tutto l’immagine di San Marino all’esterno”, spiega Alessandro Mancini, e i rischi connessi al rallentamento dei procedimenti giudiziari in corso di grande rilevanza come quello del “Conto Mazzini” o dei “Titoli”.

Nel Consiglio giudiziario plenario è avvenuto “un fatto grave”, spiega quindi Federico Pedini Amati e per questo, all’avvio della seduta consiliare, tutti i gruppi di opposizione hanno richiesto di inserire un comma specifico per trattare subito la “questione giustizia”. Ma la richiesta, messa al voto, non ha raggiunto la necessaria maggioranza dei due terzi. “Aver sollevato un Magistrato dirigente in quella maniera è grave – ribadisce poi il consigliere Mdsi – anche perché non c’e’ copertura legislativa per addivenire alla sua rimozione e sostituzione – puntualizza – e ci si chiede a quali norme si sia fatto riferimento”. 

Nel mirino poi, in particolare, l’ordine del giorno approvato dal Consiglio giudiziario plenario e trasmesso poi alla stampa. “Di per sé è un fatto non ordinario trasmettere un Odg di quell’organismo. In genere infatti – sostengono – i consiglieri sono chiamati al massimo riserbo su documenti e temi trattati in quella sede”. “Oltretutto – aggiunge Roberto Ciavatta di Rete – quello non è l’unico Odg presentato ieri sera. L’opposizione infatti ne ha presentato uno suo che è stato respinto e chiedeva alla “parte togata” di accelerare l’iter di definizione dei procedimenti “Conto Mazzini” e del caso “Titoli”. Impegnava inoltre “a trovare soluzioni normative che prevedano regole ferree e sanzioni, in previsione di una redistribuzione degli incarichi del Tribunale” e confermava “l’accordo informale preso dai giudici in fase di rinnovo all’unanimità del magistrato dirigente nel 2015, per prevedere un suo avvicendamento alla conclusione del processo Conto Mazzini”.

Per Ciavatta, “non si può continuare a diffondere solo la versione governativa”, per questo distribuisce il testo dell’odg respinto e rivela che in Consiglio plenario è stato presentato anche un terzo Odg che “elenca tutte le infrazioni a norme sammarinesi e a trattati internazionali fatte attraverso l’Odg approvato dalla maggioranza”. Dalibor Riccardi, Psd, rileva poi che la disponibilità data dalla maggioranza per un dibattito sulla giustizia nel prossimo Consiglio non tiene conto che lunedì prossimo è già stato convocato un altro Consiglio plenario per nominare il nuovo magistrato dirigente. “Si andranno così a prendere decisioni che meritavano un approfondimento più profondo”.

Alessandro Cardelli e Massimo Andrea Ugolini, Pdcs, sottolineano come l’esito del Consiglio plenario di ieri sia “la pagina finale di un copione scritto mesi fa” e la gravità di un atto che non ha precedenti.

Infine, Gian Carlo Capicchioni, Psd, rileva come la politica abbia “avvallato a scatola chiusa quello che la parte togata aveva preparato”, ovvero “un ordine del giorno che è di fatto una sentenza”. Al contrario, “noi abbiamo chiesto di avere motivazioni di quel Consiglio giudiziario plenario, per avere cognizione di causa, ma ci è stato risposto che non si possono avere quei documenti”.

Infine, Denise Bronzetti, Ps punta il dito contro “un dispositivo fuori legge”, ovvero l’odg di maggioranza su cui “saremo pronti a fare verifiche dettagliate del caso- assicura infine- e non escludiamo interventi a livello di organismi internazionali”.

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