San Marino, politici silenti, mentre da Forli’ riparte l’attacco

I politici della Repubblica di San Marino sono tutti presi dalle loro beghe interne, mentre a Forlì sono ripartiti i procedimenti  giudiziari contro i tre  istituti del sistema finanziario sammarinesi indagati dal pm Fabio di Vizo: Ab, Carisp, Ibs. I procedimenti sono ripresi, in questi giorni,  dopo una alternanza, negli  anni,  di tempeste e bonacce.

Shoccante  per  tutti i sammarinesi fu l’operazione di polizia (Re Nero) incentrata su Asset Banca e Banca di Credito e Risparmio di Romagna, eseguita (con tanti arresti) nella  notte fra venerdì 4 e sabato  5 gennaio 2008,  

Già domenica 6  si facevano queste considerazioni: “Se Italia e San Marino assieme non pongono rapidamente mano ad una
regolamentazione, per il sistema bancario e finanziario sammarinese la vicenda
dell’Asset Banca con relativa iscrizione fra gli indagati dei fruitori italiani,
è l’inizio della fine
“.

Considerazioni autorevolmente confermate dal dr. Mario Fantini il 24  dello stesso mese di gennaio: “‘San Marino senza un sistema finanziario non può esistere. E può diventare un
problema sociale per l’Italia. Per tutelare questa risorsa vitale dobbiamo darci
delle regole severe. Senza aspettare che qualcun altro ce le imponga
“.

Queste regole, sostanzialmente non sono arrivate. San Marino non ha messo in atto   una vera trasparenza globale nei fatti economici, secondo lo standard dei paesi più civili. Ancora troppe  furbate  sulle società anche finanziarie. Ancora aleggiano espressioni come anonimato trasparente, mantenendo in vita addirittura scandalosamente le ‘fondazioni’, utilizzate a mo’ di trust casarecci.  

Addirittura, tutto questo, anche dopo che  si è scoperto che nell’antico sottobosco politico affaristico si è annidata la malavita organizzata italiana.

La sortita dello stesso Di Vizio, col suo  staff quasi al completo,  direttamente in territorio sammarinese, a fine aprile 2012,  fa pensare a una volontà determinatissima a voler porre fine a tale stato di cose, con ricadute preoccupanti anche sui procedimenti aperti  anni fa contro le tre banche  di cui si è detto.

 

 

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