San Marino. “Rapporti commerciali con la Cina, non dimentichiamoci dell’occupazione del Tibet”

“I 50 anni dei rapporti tra San Marino e la Repubblica Popolare Cinese vengono celebrati nel nostro paese da un ‘Business Forum’ dedicato alle relazioni commerciali bilaterali in programma giovedì 15 luglio dal titolo Conoscere l’oggi per immaginare il domani”.

E’ questo l’appello lanciato da Andrea Leardini in una lettera aperta. “Eventi come questi non devono però offuscare la consapevolezza che si tratta di un paese in cui i diritti umani sono da decenni ripetutamente violati.

Nel 1950 è avvenuta l’invasione del Tibet da parte dell’esercito di Mao, vittorioso nella guerra civile. Dopo la rivolta del 1959, in cui furono uccisi decine di migliaia di tibetani, il leader spirituale Dalai Lama fu costretto all’esilio. Secondo l’Associazione Italia-Tibet l’occupazione cinese presenta tuttora tutte le caratteristiche del dominio coloniale: oltre un milione di tibetani sono morti a causa dell’invasione; gran parte del patrimonio artistico e architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi e monasteri, è stato distrutto; la Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali, inoltre lo scarico dei rifiuti nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del paese.

 

L’Associazione ricorda inoltre che il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del proprio paese; la sistematica politica di discriminazione attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori; lo sviluppo economico in atto in Tibet arreca benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi e non alla popolazione locale. In diversi paesi si sono costituiti gruppi interparlamentari a favore del Tibet, e in 60 Stati sono attivi oltre 100 gruppi di sostegno. In Italia è nato nel maggio 2002 l’Intergruppo Parlamentare Italia-Tibet che, all’indomani della sua costituzione, ha presentato una risoluzione sul Tibet approvata a larga maggioranza il 9 ottobre 2002.

 Più in generale, la situazione dei diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese continua ad essere oggetto di attenzione da parte di molte associazioni internazionali, tra cui Amnesty International, che riportano numerose testimonianze di abusi ben documentati in violazione delle norme internazionali.

 Per la prima volta dagli eventi di Piazza Tienanmen l’Unione Europea nel marzo di quest’anno ha deciso di imporre sanzioni alla Cina per le violazioni dei diritti umani, tra cui la persecuzione della comunità uiguri – minoranza etnica che vive nella regione dello Xinjiang – oggetto di torture, lavori forzati e detenzioni di massa su basi puramente etniche.

 I rapporti economici e commerciali con una grande potenza economica come la Cina, la nuova forza trainante dell’economia mondiale, devono anche essere l’occasione per portare l’attenzione sui diritti umani e dei popoli e per esprimere sostegno e solidarietà a tutti coloro che di questi diritti vengono privati. Ci sono valori che sono ben più importanti degli interessi economici. L’auspicio è che un paese democratico e solidale come San Marino non li dimentichi”.

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