San Marino. Referendum Salva Stipendi: ‘San Marino si salva se si salva il lavoro’

Referendum Salva Stipendi:  giovedì il debutto

SAN MARINO 30 SETTEMBRE 2013 – E’ scattato il conto alla rovescia: domenica 20 ottobre si vota per il Referendum Salva Stipendi. Il primo appuntamento per approfondire le ragioni del “si” è in calendario giovedì 3 ottobre alle 21 presso la Sala Montelupo di Domagnano. Titolo della serata”San Marino si salva se si salva il lavoro”.

La proposta referendaria  è partita nel marzo dello scorso anno,  durante il congresso della Confederazione Democratica. In pochi giorni  quasi duemila sammarinesi,  tre volte il numero minimo previsto dalla legge,  hanno sostenuto il Referendum con la loro firma e pochi mesi dopo è arrivato il via libera del Collegio dei Garanti. “il quesito referendario – hanno scritto il gruppo di saggi – non comprime l’autonomia collettiva né si pone in contrasto con il principio di libertà contrattuale, che resta lo strumento principale di attuazione del principio dell’equa retribuzione”.

L’appuntamento  di giovedì 3 ottobre  cade alla vigilia della campagna elettorale,  che scatta venerdì 4 ottobre e termina alle ore 24 di venerdì 18 ottobre.

“Il quesito del Referendum Salva Stipendi – spiega Marco Tura, rappresentante del comitato promotore- è chiarissimo: chiede di agganciare la busta paga all’inflazione durante il periodi non coperti da contratto. Una proposta completamente nuova per San Marino, ma  esempi simili funzionano  in altri  paesi europei come il Belgio e il Lussemburgo, che punta a garantire un’equa retribuzione e nello stesso tempo evita interminabili tira e molla fra le parti”.

Emblematico, termina Marco Tura, l’ultimo contratto del settore industria: “Vertenza durata quattro anni, un tempo interminabile che ha provocato una  forte caduta delle retribuzioni e un crollo dei consumi interni.  Da qui è nato il Referendum  Salva Stipendi, che vuole dare dignità al lavoro e una risposta concreta alla crisi”.

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