San Marino. ‘Regime dei minimi’: nuova mini black list una bufala? San Marino Oggi

Franco Cavalli – San Marino Oggi: Rete sul regime dei minimi che esclude San Marino “Discriminazione che penalizza il nostro commercio” /
Imprenditoria giovanile fuori dalla black list /
Intanto per la segreteria alle Finanze, sulla questione del “Regime dei minimi” si sta producendo “ingiustificato allarmismo”

L’Italia con una mano toglie, ma con l’altra fa cadere delle briciole sotto al tavolo per ridare.
Se infatti dal 2010 con le disposizioni di Tremonti, San Marino è stato inserito tra i paesi in black list, quindi con particolari obblighi di comunicazione per gli operatori italiani che volessero avere rapporti con aziende biancazzurre. Già l’anno dopo, con il decreto legge del 6 luglio 2011 n. 98, sull’imprenditoria giovanile, si escludevano i “nuovi imprenditori” che aderivano a questo regime fiscale agevolato, dagli obblighi di comunicazioni all’Agenzia delle entrate in caso di operazioni con operatori inseriti in black list.
In pratica il nuovo regime fiscale che scattava dal 1 gennaio 2012 per i nuovi imprenditori, eliminava la black list.
Si tratta di un regime fiscale agevolato, per importi di fatturazione annui intorno ai 30mila euro. Come il “regime dei minimi” che invece impedisce a chi vi aderisce di avere rapporti con stati esteri, San Marino compreso, come viene anche evidenziato.
E questa norma, contemplata fin dalla finanziaria italiana del 2007, ha fatto gridare a qualcuno che il Titano è in una “mini black list”. In realtà non esiste un “mini” elenco, perché comprende tutti gli stati esteri.
E proprio per questo dalla segreteria di Stato alle Finanze, intervengono duramente parlando di “ingiustificato allarmismo”. Se infatti prima era arrivata una nota del movimento Rete che oltre a ricordare come sia così dal 2007, lamenta che in questi giorni “si è sprecato tanto fiato in rassicurazioni su fantomatici passi avanti nel rapporto con l’Italia”, ma “ci pare strano che nessuno dei nostri politici fosse a conoscenza di questo ‘piccolo’ dettaglio, considerata la mole di commercialisti e avvocati che affolla il consiglio Grande e Generale.
(…)

 

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