San Marino. Riassegnazione frequenze, preoccupazione di San Marino Rtv

L’informazione di San Marino

La riassegnazione delle frequenze che preoccupa la San Marino RTV 

Alla base la rinegoziazione dell’accordo con l’Italia in materia e il contributo di oltre 3 milioni

Antonio Fabbri

A Rtv la questione frequenze sta creando preoccupazione. E’ di venerdì l’ultimo incontro della Rsa dell’emittente il Senatore Barboni di Forza Italia. Nei prossimi giorni La Rappresentanza Sindacale Aziendale ha annunciato RSA che si attiverà per incontrare anche gli altri parlamentari – di Lega e 5Stelle – eletti nel Riminese. Ma da cosa nasce questo subbuglio? Dalla riassegnazione delle frequenze delle trasmissioni dell’area mediterranea avvenuta a fine mese. Nei mesi scorsi – riferisce il sito specializzato newsline.it – è stato firmato, fra gli altri, un accordo multilaterale tra le amministrazioni di Albania, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, San Marino e Slovenia “sui principi di ripianificazione per il piano delle frequenze che concerne il futuro dei network della Televisione digitale terrestre nella banda delle frequenze 470-694 MHz (nell’area costiera del Mare Adriatico ed Ionio)”.

È stato concordato che nell’area adriatica presa in considerazione (definita da apposito Poligono) la banda delle frequenze 470-694 MHz presa in considerazione per ripianificare i canali televisivi viene distribuita come segue: 14 canali sono assegnati ad Italia e San Marino (parte Ovest del Poligono); 14 canali vengono attribuiti alle amministrazioni di Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia (parte Est del Poligono).

Nell’intesa si è inoltre previsto che “la ripianificazione e il coordinamento dei requisiti del DTT tra Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia da una parte e tra Italia e San Marino dall’altra non è parte di questo accordo, ma dovrebbe rispettare i principi base di ripianificazione come presentato in questo accordo”. Insomma, Italia e San Marino devono a questo punto accordarsi tra loro su come procedere nella loro area tecnica di competenza, considerato che la vecchia intesa risulta superata dalla riassegnazione delle frequenze.

Il problema nasce esattamente qui. L’accordo che c’era, appunto superato dal nuovo quadro, era quello che  prevedeva, in funzione di alcune frequenze che non venivano utilizzate da San Marino a beneficio dell’Italia, anche l’erogazione di un contributo annuale di oltre 3 milioni di euro a favore della Rtv dalla controparte italiana. Citava il vecchio accordo: “la Repubblica di San Marino non porrà in esercizio parte delle attribuzioni sammarinesi registrate come ‘assignment’ nel Piano di Ginevra 2006 (canali 7, 26, 30), durante il periodo di vigenza del presente accordo; pertanto, l’Amministrazione Italiana le potrà utilizzare nel territorio limitrofo a quello di San Marino”. Poi aggiungeva che “Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente accordo, il Governo della Repubblica Italiana concorrerà con una somma forfettaria annuale stabilita per l’anno 2008 in un ammontare di 3.098.000 Euro… All’inizio di ogni anno, il Dipartimento per l’Editoria comunicherà la disponibilità finanziaria per proseguire nelle prestazioni previste dalla Convenzione” (tratto da newsline.it).

Ora, appare chiaro che se sul piatto, dopo la riassegnazione delle frequenze, c’è l’inevitabile rinegoziazione dell’accordo in materia tra Italia e San Marino, questo comprende anche l’importante contributo erogato dalla controparte italiana. Questo pone una serie di incognite che sono alla base della comprensibile preoccupazione dei dipendenti salita in questi giorni.

 

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