San Marino. Riciclaggio, condanne confermate. Allo Stato oltre 1,5 milioni di euro

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Riciclaggio, condanne confermate e oltre 1,5 milioni di euro allo Stato 

Dal tesoretto della Banda Della Magliana ai soldi del traffico di stupefacenti

Antonio Fabbri 

Arrivano a sentenza definitiva diversi processi per riciclaggio nei quali vengono confermate le condanne di primo grado compresa la confisca del denaro ritenuta ti provenienza illecita. Complessivamente oltre 1,5 milioni di euro potranno ora essere incamerati dall’erario sammarinese.

Tesoretto di esponenti della Banda della Magliana Il giudice delle appellazioni David Brunelli ha confermato la condanna per riciclaggio a carico di due giovani romane. I soldi movimentati da Jessica Savioli e Giorgia Piu – di 26 e 30 anni – sono stati riconosciuti quindi frutto dell’attività illecita dei rispettivi genitori in concorso con Paolo Marcoccia, legato alla Banda della Magliana, nell’ambito, in particolare, del gioco d’azzardo e del traffico di droga. Denaro sporco, insomma, per un  ammontare di oltre 220mila euro in un caso e di oltre 290mila nell’altro.
Confermata, quindi, la condanna per le due donne a 4 anni e un mese di prigionia oltre alla confisca di più di 220mila euro, più la confisca per equivalente di 17.500 euro, in un caso, e di 290mila euro, nell’altro.

I soldi del traffico di droga Condanna confermata anche a carico di Paola Roberto, per il riciclaggio dei soldi del traffico di droga commesso dal fratello che in una occasione era stato fermato dall’autorità italiana con 140 chili di hashish in auto. La donna ha visto quindi la conferma della condanna a 4 anni di prigionia, multa a giorni 15 pari 600 euro e interdizione dai pubblici uffici e diritti politici per un anno e sei mesi. Verrano incamerati all’erario oltre 734mila euro già sotto sequestro, mentre è stata disposta la confisca per equivalente di ulteriori 50mila euro.

Caso Vitalucci Dichiarato inammissibile, invece, l’appello presentato da Claudio Vitalucci, prosciolto per prescrizione in primo grado vista la riqualificazione del reato da estorsione ai danni di Marco Bianchini in violenza privata. Aveva tuttavia fatto appello puntando ad una formula di proscioglimento assolutoria.

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