San Marino. Rischiato di non vedere accolte le credenziali al Consiglio d’Europa, Antonio Fabbri

Rischiato di non vedere accolte le credenziali al Consiglio d’Europa

Manca adeguata quota di genere. Il Paese rischia figuraccia internazionale

Antonio Fabbri

San Marino ha rischiato di non vedere accettate le sue credenziali nell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Poi tutto si è risolto con un passo indietro del membro di opposizione.

Il problema è sempre quello della rappresentanza di genere nelle delegazioni. Il Capodelegazione, Marco Nicolini di Rete, secondo quanto riferito a Rtv, ha dato la colpa al regolamento troppo stringente, a suo giudizio, per i piccoli Stati  e a una non meglio precisata manovra del gruppo socialista che avrebbe voluto mettere in difficoltà i grandi paesi che non hanno adeguate rappresentanze di genere e quindi hanno chiesto la rigida applicazione del criterio matematico. Rigidità del regolamento per i piccoli stati che il Capodelegazione Nicolini ha fatto presente nel suo intervento. Sta di fatto che comunque Svizzera, Svezia, Polonia, Portogallo assieme a Nord Macedonia e San Marino – che secondo Nicolini sono stati tirati in mezzo per colpire i paesi più grandi – sono stati chiamati a dar conto in Commissione Regolamenti della inadeguata quota femminile nella delegazione.

La delegazione sammarinese è composta da due titolari – che erano lo stesso capo delegazione Nicolini e Morganti per Libera quale membro di minoranza – da S.E. Mularoni e da Gerardo Giovagnoli, quali membri supplenti. Le credenziali di San Marino non sarebbero state accettate se il consigliere Morganti non avesse rinunciato al suo ruolo di membro effettivo per fare subentrare S.E. Mariella Mularoni, consentendo così la piena parità di genere per quanto riguarnda i membri effettivi, che sono poi coloro che nella delegazione hanno diritto di voto.

A quel punto, dopo l’intervento del Capodelegazione, le credenziali di San Marino sono state accettate a maggioranza. Per quanto riguarda gli equilibri politici interni, la delegazione, tra l’altro diversameente da quanto era stato deliberato dal Consiglio, vede ora due membri effettivi entrambi della maggioranza. Circostanza che non mancherà, c’è da aspettarselo, di accendere discussioni.

 

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