San Marino Rtv: Fellini, la bufera su una cordata coinvolge San Marino

Sara Bucci di San Marino Rtv

Fellini, la bufera su una cordata coinvolge San Marino

 La Segreteria Industria avverte “dalla presunzione alla diffamazione il passo è breve”

Enac non concede spiragli al riserbo; se si tenta di strappare qualcosa di più
sulle quattro offerte ricevute prima della scadenza del bando da Roma cala il
silenzio “la commissione di gara sta valutando” taglia corto l’ufficio stampa.
Se ne riparlerà al termine delle verifiche dell’ente, si ipotizza a fine mese.
Ma su un nome che spunta tra i capofila della cordata più singolare, formata da
due entità consortili (Abn di Perugia e il Consorzio per l’aeroporto di Rimini
San Marino) è già bufera. Basta una semplice ricerca su internet: ciò che il
diritto all’oblio non ha già inghiottito la dice lunga sui Pier Francesco
Campana, anziano ex avvocato ticinese, in passato coinvolto in inchieste per
riciclaggio. L’indignazione del Gruppo Pio la Torre esplode in una nota stampa
dalle fosche previsioni ‘l’ombra delle infiltrazioni mafiose si allungano
sull”aeroporto Fellini di Rimini”. Ma è sul ruolo di San Marino che il gruppo
riminese calca la mano. In particolare sul protocollo del 16 settembre 2013 che
assegna alla Repubblica -in concessione- due vaste aree demaniali.
“Lasciapassare neanche troppo velato per la costituzione di una dogana
sammarinese all’interno dell’aeroporto”

“Un porto franco per il riciclaggio”
attacca il Gruppo Pio la Torre.

“Dalla presunzione alla diffamazione il passo è
breve” risponde la Segreteria Industria, che coglie l’occasione per ristabilire
una corretta informazione sull’attività aviation di San Marino. Un percorso
iniziato nel 1990, grazie al quale si potranno sviluppare attività individuate
nel protocollo e discusse con Enac. Sulle professionalità legate alla dogana:
“le attività sul suolo affidato a San Marino saranno svolte da persona stabilita
nella Comunità Europea, indicata da San Marino”. E poi ancora, il Registro
Aeronautico: già funzionante e conforme alle normative e agli standard di
sicurezza internazionali, non rappresenta il futuro dunque, ma il presente. Il
Titano ribadisce la correttezza di un piano industriale discusso e approvato
dall’autorità italiana, riconferma che nulla ha a che fare con le cordate
partecipanti al bando e rinnova fiducia ad Enac. Il futuro dell’aeroporto è
tutto lì: uscirà dalla busta del vincitore tra meno di una settimana.

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