San Marino. Sanatoria edilizia, Libera spinge per la proroga dei termini

“Necessaria la proroga dei termini per la presentazione della domanda di concessioni edilizie in sanatoria straordinaria al 31 dicembre 2021”.

Lo dichiara Libera, che in una nota fa le pulci alla sanatoria edilizia voluta dal precedente governo e, in particolare, dall’ex segretario di Stato per il Territorio, Augusto Michelotti.

“A fronte del preoccupante aumento di contagi in territorio e della precaria situazione economica in cui riversano molte famiglie sammarinesi”, Libera spiega che con la proroga dei termini per la presentazione della domanda di concessioni edilizie in sanatoria straordinaria al 30 settembre 2021 “non si graverebbe ulteriormente sulle tasche dei cittadini e, al contempo, si fornirebbe tutto il tempo necessario ai tecnici per adempiere al loro dovere”.

Dopo tre anni dall’emanazione della prima legge n. 94/2017 da parte della precedente segreteria di Stato per il Territorio, il partito di opposizione constata che “le finalità della stessa sono state in parte disattese, a causa di una complicata matassa normativa fatta di decreti e interpretazioni che ha complicato enormemente un provvedimento di per sé semplice che aveva lo scopo di creare quel tanto atteso e annunciato ‘punto zero’, per poi ripartire, anche in vista del nuovo Piano regolatore generale, con una pianificazione di prospettiva e di rilancio del Paese, lasciando alle spalle un passato non di certo glorioso”.

Nel tempo, rende noto Libera, “sono state necessarie numerose modifiche, con l’intento di migliorare un testo di legge pieno di lacune che ha suscitato pesanti critiche sia da parte deli operatori che dei cittadini, perché in molti casi gli oneri sanzionatori sono risultati sproporzionati rispetto alle difformità: basti pensare che la sanzione è calcolata sulla base del volume, con tutto ciò che ne consegue“.

Con il decreto delegato n. 70/2019 “è stato introdotto l’art. 160bis secondo cui rappresenta difformità rispetto al titolo edilizio solo l’incremento superiore al 12% della superficie utile approvata, introducendo così una sorta di franchigia: ciò ha avuto come diretta conseguenza che le pratiche fino a quel momento presentate dovessero essere tutte nuovamente istruite per richiedere il rimborso derivato dallo scomputo del 12% e di sanzioni eliminate poi da decreti successivichi ha più superficie, ha più ‘sconto’”. Da ciò si evince che “un provvedimento talmente semplice, tanto che in altri Paesi viene utilizzato come strumento di consenso popolare e per fare cassa, è diventato un vero e proprio flop, che ha solo generato sfiducia e confusione soprattutto tra operatori del settore”.

Pertanto Libera ritiene “necessario che tale provvedimento di legge, come nella vicina Italia, rimanga comunque in essere anche dopo la scadenza, con incrementi percentuali significativi degli oneri sanzionatori per dare l’opportunità di regolarizzazione dell’immobile in vista di un atto di compravendita” e ricorda con amarezza “il blocco delle compravendite immobiliari nel 2018 causati dall’art. 79 del Testo Unico e le conseguenti mancate entrate per lo Stato”. Blocco che Libera non vuole che “si ripresenti nel futuro”.

Infine, le “parole d’ordine per il futuro: regole certe, semplicità e chiarezza“.

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