San Marino.Scambio di informazioni San Marino-Svizzera dal 2018, ok dal Consiglio Federale

L’informazione di San Marino

Scambio di informazioni San Marino-Svizzera dal 2018, ok dal Consiglio Federale

Antonio Fabbri

Il Consiglio federale svizzero dà il via libera allo scambio di informazioni con 41 nuovi stati, tra cui San Marino, tra il 2018 e il 2019. 

Già il 30 novembre 2016 San Marino e Svizzera avevano firmato la dichiarazione congiunta concernente lo scambio reciproco di informazioni ai fini fiscali, con l’obiettivo di raccogliere dati secondo lo standard globale dal 2018 per iniziare lo scambio nel 2019, appunto.

Di questi giorni, come riporta la rivista telematica dell’Agenzia delle entrate italiana, Nuovo Fisco Oggi, è la prosecuzione dell’iter di quella firma, con il Consiglio federale elvetico che ha trasmesso il progetto relativo al Parlamento. I progetti, su cui il Consiglio federale si è espresso al termine di una procedura di consultazione, sono stati trasmessi al Parlamento nei giorni scorsi e riguardano l’attivazione dello scambio automatico di informazioni con ogni Stato o territorio e il ricorso a specifici decreti federali.

Il punto di riferimento giuridico dello scambio delle informazioni è l’accordo multilaterale tra autorità competenti, in sigla conosciuto con il termine di accordo SAI, scambio automatico di informazioni, appuinto. “L’accordo – spiega Nuovo fisco oggi – applica lo standard globale Ocse e si basa sull’articolo 6 della Convenzione del Consiglio d’Europa e dell’Ocse che disciplina l’assistenza amministrativa tra gli Stati. La Confederazione ha aderito a questa Convenzione il 15 ottobre 2013. Nel 2015 l’accordo SAI e la legge federale del 18 dicembre 2015 sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI) sono stati approvati dall’Assemblea federale. Lo standard riguarda le persone fisiche e quelle giuridiche e tra le informazioni oggetto di scambio vi sono indirizzo e data di nascita dei contribuenti residenti all’estero che detengono un conto in un Paese diverso da quello in cui risiedono, il numero di conto, i redditi di capitale, il saldo del conto ecc…”

A essere interessati dallo scambio informazioni, si diceva, sono quarantuno Stati. Tra i primi 21 che fanno riferimento alla prima procedura di consultazione che, conclusa il 15 marzo di quest’anno e coinvolge Stati e territori a partire dal 2018-2019, figura anche San Marino. Ci sono alcuni Stati membri del G20 (Argentina, Brasile, India, Messico, Sudafrica), dell’Ocse (Cile, Israele, Nuova Zelanda), alcuni Stati europei che intrattengono relazioni con l’Unione europea (Andorra, Isole Faroer, Groenlandia, Monaco, San Marino), alcuni Stati e territori con piazze finanziarie di importanza settoriale o regionale (Barbados, Bermuda, Isole Vergini Britanniche, Isole Cayman, Maurizio, Seychelles, Isole Turks e Caicos, Uruguay).

Lo scambio automatico di informazioni automatico con la Svizzera assume per San Marino una importanza di rilievo non secondario. Questo, oltre che in ambito di collaborazione internazionale, in vista di quello che è stato definito una sorta di “scudo fiscale sammarinese”, approvato a inizio agosto nell’assestamento di bilancio. L’articolo 14 Quater, infatti, prevede “Misure finalizzate all’emersione e al rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali”, e introduce, appunto, una sorta di scudo fiscale sammarinese prevedendo l’emissione del relativo decreto entro il 31 ottobre 2017 per favorire il rientro di capitali all’estero non dichiarati.

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