San Marino. Scontro ai vertici dell’Iss, L’Informazione: “Spinoso caso dai risvolti giudiziari e politici”

L’Informazione di San Marino. Scontro ai vertici dell’Iss, spinoso caso dai risvolti giudiziari e politici

ANTONIO FABBRI – Sembra proprio che nella vicenda delle dimissioni della ex direttrice generale dell’Iss, Alessandra Bruschi, la bomba sia esplosa in mano a chi l’ha innescata. E pare che l’esplosione, o meglio la sparata, abbia finito per impallinare chi ha premuto il grilletto e chi su questo avrebbe imbastito vera e propria una strategia politica. La vicenda assume, così, sia risvolti giudiziari, sia risvolti politici che hanno già visto una seduta segreta della Commissione Sanità a novembre scorso e non è escluso che ora possano entrare, per quanto consentito, nel dibattito pubblico sulla sanità in calendario in questa sessione consiliare.

Nel primo caso, ovvero quello dei risvolti giudiziari, le carte dovranno essere vagliate dai magistrati che ne verificheranno gli eventuali profili di illiceità o di illegittimità.

Nel secondo, quello dei risvolti politici, l’accaduto sta producendo da un po’ i suoi effetti soprattutto in maggioranza, con l’ormai quotidiano scontro e le reciproche strategie sul governo della sanità.

Per non parlare della diffusa insofferenza che si registra in ospedale verso la “gestione Ciavatta”.

La relazione della Bruschi sconfessata dai Direttori Della relazione di fuoco della Bruschi, consegnata al Congresso di Stato all’atto delle sue dimissioni, si è parlato nell’ottobre scorso. Nel documento la ex Direttrice additava, tra le altre cose, le ingerenze politiche nella gestione dell’Iss; la nomina su base fiduciaria e non sulla base di competenze dei colleghi direttori; l’utilizzo improprio delle dosi di Pfizer per conoscenti e colleghi senza rispettare le indicazioni dei protocolli, oltre ai contrasti nel Comitato Esecutivo. Ebbene, in seguito a questi contenuti della relazione di commiato della Direttrice, emersi prima su Rtv e poi sulla stampa, gli ex colleghi del Comitato Esecutivo, il Direttore sanitario Sergio Rabini e il Direttore amministrativo, Marcello Forcellini, inviarono subito una nota nella quale sostenevano lapidariamente che le affermazioni della Bruschi non erano vere, ma lesive della loro onorabilità e diffamatorie e annunciavano querela. Querela che poi evidentemente c’è stata, se la vicenda è arrivata anche in tribunale.

La seduta segreta e il contrattacco dei Direttori Dopo una relazione di fuoco come quella della Bruschi, la vicenda non pareva essere destinata a finire lì. E infatti così è stato, tanto che il Consiglio Grande e Generale, dopo la relazione sulle dimissioni da parte del Segretario alla Sanità Roberto Ciavatta, che ha difeso in aula la professionalità e validità della ex Direttrice generale, ha deliberato di procedere ad una audizione segreta in Commissione sanità. L’audizione, in un clima da resa dei conti, si è svolta a fine novembre scorso, nella Commissione convocata dal presidente Oscar Mina.

In quell’occasione sono stati auditi i Direttori sanitario e amministrativo, oltre al dottor Agostino Ceccarini, Dirigente delle cure primarie, e la stessa Alessandra Bruschi, collegata da remoto.

La prima “relazione bomba” della Bruschi non è stata consegnata neppure ai membri della Commissione, accampando la solita riservatezza. Consegnata invece la relazione dei Direttori Rabini e Forcellini, che sono stati anche ascoltati per illustrarla, e una ulteriore relazione della Bruschi, a quanto si sa di tutt’altro tenore rispetto alla precedente.

A pesare molto, però, sono state le audizioni degli altri Direttori e il documento da loro prodotto che, appunto, sarebbe arrivato anche sui tavoli del tribunale.  Anche questo documento è stato segretato dalla politica, ma i contenuti pare siano a grandi linee noti a molti, sia nei corridoi dell’Iss, sia tra gli addetti ai lavori e ora giunti anche in sede giudiziaria.  Il corposo documento con il quale i due Direttori hanno replicato alla Bruschi conterrebbe dure accuse verso la ex Direttrice, in sostanza attribuendo a lei il biasimo che la stessa, con la prima relazione, aveva addossato ai colleghi del CE.

Così l’elenco delle censure che i due Direttori muoverebbero verso l’ex Dg sarebbe lungo e corroborato da documentazione: si va dalle assenze dal luogo di lavoro con anomalie nella timbratura del cartellino, alle irregolarità nelle convocazioni del Comitato esecutivo; dalle modalità non consone nella gestione del personale e assunzioni senza bando di concorso, fino a vaccini sammarinesi somministrati a non assistiti Iss. Tutte contestazioni pesanti da parte dei direttori amministrativo e sanitario alla ex Dg che dovranno tuttavia trovare verifica ed eventuale conferma in sede giudiziaria.

I risvolti politici dello scontro ai vertici della Sanità Al di là di come finirà la vicenda sul terreno giudiziario, sono innegabili i risvolti politici. Perché? Da un lato perché il Segretario alla Sanità, Roberto Ciavatta ha sempre fortemente sostenuto e difeso l’operato della Direttrice generale dallo stesso designata al vertice dell’Iss.

Dall’altro perché l’avallo tacito, ma per certi aspetti anche espresso, della relazione della Bruschi oggi contestata dagli altri Direttori senza che vi siano state dall’interessata particolari controrepliche, è emerso anche in sedute pubbliche del Consiglio, laddove il Segretario affermava “ fuori la politica dall’Iss”. Poi però risulta come a rivolgersi al referente politico fosse, come lamenterebbero gli altri Direttori, la stessa ex Dg, in certi casi senza rendere edotti gli organismi interni all’Iss. Circostanza che anche in tale caso ribalterebbe la prospettiva. Un quadro che andrebbe a bersagliare anche Rete, che non ha mai mosso una critica alla gestione della sanità da parte del suo leader e che, nel periodo in cui emergevano gli scontri sulla relazione della Bruschi, ha iniziato a pubblicare, non è dato sapere se per strategia comunicativa o per coincidenza, “pillole” della relazione dell’audit interno all’Iss, evidenziando le irregolarità delle gestioni passate, per la verità più riferibili agli anni di gestione democristiana che a quelli della legislatura precedente. Uno scontro ‘nella’ e ‘sulla’ sanità, ormai da 4 mesi senza Direttore generale, che si consuma dunque in una fase di grave crisi, delicatissima per la lotta alla pandemia, e che vede arrivare nella sessione del Consiglio che si apre oggi il “riferimento del Segretario di Stato per la Sanità e Sicurezza Sociale e del Congresso di Stato in merito alla situazione pandemica COVID-19 e successivo dibattito”.

Un argomento che non pare possa essere liquidato in maniera superficiale.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 23

 

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