San Marino senza i turisti, una spesa folle per lo Stato

L’esborso statale da qualche anno ha un tetto comunque altissimo

Un accordo capestro

Convenzione del 24 Gennaio 1990 stipulata dallo Stato con la Impresa Costruzioni Rosso per il Parcheggione coperto. Alla Rosso subentrò nel 1991, la società Sinpar.  Il  2 Febbraio 1994 viene stilata una nuova convenzione: lo Stato  si impegna a corrispondere alla stessa Sinpar un minimo garantito d’incasso annuo.  

Ha scritto Civico 10 in un comunicato con cui nel 2013  invitava la popolazione a un incontro pubblico per prendere in esame la situazione: “Vogliamo vederci chiaro su questa scelta scellerata di cui purtroppo nessuno ha risposto; cerchiamo di capire come limitare i danni, proponendo soluzioni per ridurre l’esborso dello Stato per questa cambiale da 80 milioni di euro!
Con la Cittadinanza al nostro fianco questi tipi di vicende non ci saranno più in futuro e soprattutto faremo chiarezza, una volta per tutte, sugli avvenimenti passati.”

Il 10 gennaio 2017  ancora da Civico 10  si apprende che la suddetta convenzione  “ha già fatto uscire dalle casse dello Stato qualcosa come 54.000.000 € e obbligherà la collettività per 14 anni ancora a versare alla società Sinpar – ex società Rosso – un minimo garantito oggi stabilito in 1.600.000 € (rispetto agli originali 1.860.000 €).”

Conclusione. I sammarinesi  sanno per certo che la spesa ha un tetto massimo ‘rassicurante’: solo un milione e seicentomila euro! 

Come è possibile che dopo  trent’anni  ancora rimanga  aperta una questione di questo genere?

Leggi, sull’argomento,  anche Mucillagine,  un articolo di  Marino Cecchetti per L’Informazione di San Marino. 

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