San Marino, Sepa. Speriamo che non sia vero

Oggi dal quotidiano Libero si apprende che la Repubblica di San Marino non è tra i Paesi che fanno parte del Sepa, cioè del sistema di pagamenti comune fra gli Stati europei.

 Titolo: Senza frontiere. Ecco il conto europeo / Da Berlino puoi pagare una fattura in Italia / Dal 2014 le procedure operative per i correntisti saranno uguali in tutto il continente e si potrà operare senza aggravio di costi Nasce il conto corrente europeo.

 Dal primo febbraio sarà possibile farsi accreditare lo stipendio in una banca di Parigi e da lì poi ordinare il bonifico per pagare l’affitto o le bollette in Italia. È la rivoluzione della Sepa (Single euro payments area-Area comune dei pagamenti in euro). Coinvolge i 27 membri della Ue cui si aggiungono i quattro dell’Efta (Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, Islanda) e il Principato di Monaco. Incredibilmente la Repubblica di San Marino non figura (come non figura Andorra) mentre c’è Montecarlo.

 Si aspetta una rettifica immediata da parte del  Governo  Sammarinese e in primo luogo da parte del Segretario di Stato alle Finanze Claudio Felici, trattandosi di una notizia devastante per l’intero sistema economico sammarinese, non solo cioè per il settore finanziario.

Altrimenti c’è da pensare che a Roma si è deciso di spegnere la sovranità sammarinese. Si tratta, infatti, di un colpo mortale. Non paragonabile, per gli effetti anche in campo internazionale, nemmeno con quello, pur gravissimo, del 26 novembre 2009 (capitolazione di fronte al diktat tremontiano, accordo di collaborazione finanziaria) ed annulla la conquista del prof. Federico Bigi che con Aldo Moro ha tolto dalla Convenzione Italo-sammarinese l’espressione ‘Amicizia protettrice‘.

San Marino, se la esclusione dal Sepa fosse vera, ritornerebbe infatti un Protettorato dell’Italia.


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