San Marino. Tassazione dall’Italia di pensionati ex frontalieri, CSdL: “E’ una questione tutta politica”

San Marino. Tassazione dall’Italia di pensionati ex frontalieri, CSdL: “E’ una questione tutta politica”

Il Governo italiano accusa quello sammarinese di prendere tempo, mentre l’Esecutivo del Titano passa la palla alle Amministrazioni fiscali. Serve una iniziativa diplomatica

Dopo aver illustrato l’iniziativa avviata congiuntamente da CSdL e CGIL volta a patrocinare i ricorsi dei propri iscritti pensionati ex frontalieri, il Segretario CSdL Enzo Merlini nell’ultima puntata di “CSdL Informa” si è soffermato sugli aspetti politici della problematica, nel contesto dei rapporti tra gli Stati sammarinese e italiano.

 “Al dibattito organizzato dal Comites il 29 maggio scorso – ha ricordato Enzo Merlini – era presente anche il Segretario agli Esteri Luca Beccari. Sollecitato sul tema della doppia imposizione ai pensionati ex frontalieri, aveva affermato che compete alle due amministrazioni fiscali trovare un accordo sulla vicenda.

Noi sosteniamo da tempo che invece il problema non è amministrativo, ma politico. Mentre il Governo sammarinese, non appena entrata in vigore la Convenzione nel 2014, scrisse che il problema era risolto e che le tasse sulle pensioni degli ex frontalieri italiani si sarebbero pagate solo a San Marino, la controparte italiana non ha mai emanato alcuna analoga disposizione.

Anzi, l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate è basata sulla teoria che San Marino stia violando la Convenzione, ovvero che il nostro Stato non deve trattenere le imposte sulle pensioni. È invece vero il contrario, come ampiamente argomentato.

Occorre rilevare che gran parte delle Convenzioni prevedono espressamente che le imposte si pagano ove il cittadino risiede ed usufruisce dei servizi pubblici. Evidentemente, i Governi italiano e sammarinese dell’epoca hanno invece tenuto conto della generosità del sistema previdenziale del Titano, che erogava assegni previdenziali ben più elevati rispetto ai contributi versati. Quindi, si concordò che il nostro Paese trattenesse le imposte, a fronte di una maggiore capacità di spesa dei pensionati nel territorio italiano.

Il Governo sammarinese dovrebbe pretendere il rispetto degli accordi da parte del proprio omologo del Belpaese, piuttosto che demandare ad altre Autorità la trattazione della controversia. È un atteggiamento pilatesco.

Un episodio di pochi mesi fa mi ha ulteriormente convinto del fatto che la problematica sia squisitamente politica. Ho avuto modo di leggere la risposta del Ministero degli Esteri italiano ad un cittadino che chiedeva spiegazioni in merito alla vicenda della doppia imposizione.

Con questa nota, viene citato il fatto che nella primavera del 2023 si sono riunite sia la Commissione mista italo-sammarinese che un tavolo tecnico che hanno affrontato la questione. In tali occasioni, il Governo italiano ha ribadito la richiesta di modificare la Convenzione, formulata già nel 2018, ovvero pochi anni dopo la sua entrata in vigore, al fine di introdurre la tassazione concorrente, ovvero l’imposizione in entrambi gli Stati, che prevede la detrazione nel Paese di residenza delle tasse pagate in quello di erogazione.

Si tratta di ciò che i pensionati ex frontalieri hanno fatto finora, pagando ciò che non era dovuto. Una eventuale modifica alla Convenzione non potrebbe avere effetto retroattivo ma, di fatto, il Ministero italiano scarica sul Governo sammarinese la responsabilità della mancata “soluzione concordata”, in quanto avrebbe preso tempo.

La mia lettura del tutto personale è quella che il Governo italiano non intende fornire indicazioni diverse all’Agenzia delle Entrate fino a quando San Marino non accetterà la modifica della Convenzione, così come richiesta. Non so se il Governo sammarinese deciderà di assecondare la richiesta italiana; vorrei però che se ne parlasse, piuttosto che venirne a conoscenza indirettamente.

Dall’altra parte, sarebbe necessario anche modificare la Convenzione del 1974; ci sono da rivedere le competenze per l’indennità di disoccupazione erogata ai frontalieri, la non cumulabilità dei contributi per i dipendenti pubblici, il pagamento della quota capitaria, la mancata reciprocità per i congedi parentali, solo per citare alcuni punti. Da 50 anni a questa parte è letteralmente cambiato il mondo.

Le recenti politiche spregiudicate adottate dal Governo sammarinese, ad esempio in materia di residenze, non credo siano di aiuto ad un tavolo ove serve collaborazione. Resta il fatto che chi ha lavorato per una vita non dovrebbe stare sull’altare sacrificale delle dinamiche politiche.”

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