San Marino tirato in ballo nello scandalo che sfiora l’entourage di Tremonti

In un articolo di Fiorenza Sarzanini di Corriere della Sera, fra gli imprenditori che vengono in qualche modo collegati al nome del Ministro italiano dell’Economia Giulio Tremonti,  per l’appartamento di cui si serviva a Roma,  figura anche quello di    Tommaso Di Lernia, il quale avrebbe fatto certe ammissioni.
Le «mazzette» all’estero
Così Di Lernia ricostruisce invece il «sistema» di corruzione: «Ogni impresa ha un politico di riferimento che paga attraverso i vertici di Enav e Selex, oppure direttamente. Io ho pagato direttamente Brancher e il parlamentare dell’Udc attraverso una triangolazione estera: ho portato i soldi a Cipro, poi li ho trasferiti a San Marino e infine li ho prelevati in contanti e distribuiti a Roma. Brancher li voleva fatturati alla sua fondazione “L’Officine della Libertà”, gli altri versamenti erano invece “in nero”. In totale ho versato circa un milione in due anni. So che anche Cola ha pagato due politici, in totale in dieci anni sono stati versati circa tre milioni e mezzo di euro di tangenti per l’assegnazione degli appalti di Enav e di Selex.

Anche Lorenzo Cola aveva conti a San Marino.

 

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy