San Marino. Tonnini: “Questo governo è frutto della legge elettorale nata dal referendum”

“Vorrei partire da una prima analisi. Questo governo è frutto della legge elettorale nata dal referendum. Per il programma di governo si è partiti dal programma della Dc per trovare linee comuni con tutte le forze politiche per raggiungere un risultato che fosse soddisfacente. Un esercizio di confronto che sarà alla base del metodo del nuovo Governo”.

Così è intervenuta Elena Tonnini, futuro segretario di Stato per gli Affari Interni, la Funzione Pubblica, gli Affari Istituzionali e i Rapporti con le Giunte di Castello, questa mattina al Consiglio Grande e Generale, aggiungendo: “Evitare l’utilizzo improprio della decretazione che lede il ruolo del Consiglio Grande e Generale. Il Congresso deve impegnare minore energia in quelle decisioni che possono essere poste in capo all’amministrazione pubblica. Garanzia di un ambiente che opera nella legalità, sistema giudiziario efficiente, miglioramento della qualità della legislazione, ascolto delle rappresentanze economiche e sociali: precondizioni necessarie per garantire il successo di ogni intervento.

La Pa è stata via via considerata un mondo sempre più ingessato. Chi intende considerare la Pa in questo modo, come un peso e come un fastidio, intende bypassarla. Più facile non dover sottostare a regole e controlli, piuttosto che rendere efficiente la macchina pubblica. Ma questo comporta l’abbandono dei presidi di controllo. Dove non c’è controllo, c’è un peggioramento della qualità del servizio.

Muoversi al di fuori delle regole di controllo non è garanzia di miglior utilizzo delle risorse. Il ruolo di presidio deve allinearsi alla flessibilità e alla semplificazione delle procedure. Occorre valutare gli impatti degli interventi e non possiamo permetterci impatti negativi sulla capacità di spesa delle famiglie.

Individuare le aree in cui intervenire per ridurre la spesa ma senza perdere il ruolo della pubblica amministrazione nella tutela dello stato sociale. Si può garantire una maggiore armonizzazione degli orari di apertura al pubblico degli uffici. Impostare un sistema più meritocratico che ragioni meno su avanzamenti automatici ma sulla base di obiettivi raggiunti. Credo che non possiamo più permetterci di finanziare interventi non fondamentali. Non ci concentriamo sulla spending review, intesa come tagli, ma sugli obiettivi da realizzare. I criteri sono la soddisfazione del cittadino e delle imprese. Il Paese deve uscire dalla morsa dell’avvitamento burocratico. Liberare i funzionari pubblici dai vincoli amministrativi. Servirà l’impegno di tutti. Obiettivo è quello di mettere in sicurezza il Paese con tutti gli elementi di stabilità necessari. Fiducia tra le istituzioni e con la pubblica amministrazione, che deve tornare ad avere fiducia in se stessa, fiducia dei cittadini, degli imprenditori e degli organismi interlocutori. In ultimo un ringraziamento al mio predecessore per la piena disponibilità dimostrata nel passaggio delle consegne”.

Clicca qui per leggere il report intergrale del Consiglio Grande e Generale della mattinata di martedì 7 gennaio

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