San Marino. Torna l’incubo del killer dei cani a Murata: due casi in pochi giorni

A San Marino, specialmente nel Castello di San Marino, torna l’incubo del killer seriale di cani a 10 anni da quando scoppiò il caso.

Negli ultimi giorni infatti almeno due cani nella zona di Murata-Fonte dell’Ovo sono stati avvelenati con polpette farcite di sostanze tossiche. Uno dei due è purtroppo deceduto.

Era l’aprile del 2011 quando, proprio nella stessa zona, iniziarono a morire i primi cani a cause di bocconi avvelenati seminati nelle aree verdi della zona. In tutto il mese i casi di avvelenamento registrati sul Titano furono 18, e in 12 casi la conseguenza fu la morte dell’animale.

Il mese successivo poi ci fu il caso più eclatante: decine di cani vennero avvelenati durante una mostra canina organizzata all’ex tiro a volo di Murata.

Gli avvelenamenti proseguirono per tutto l’anno, soprattutto nella parte alta del Titano, dove addirittura vennero colpiti animali nel proprio recinto. Al 1° settembre 2011 gli avvelenamenti risultavano oltre 30 con 23 decessi. In molti di questi vennero ritrovate tracce dell’alfa beta endosulfan, un potente insetticida, usato in agricoltura ma non più in vendita in Italia dal 2006 mentre sul Titano la sua vendita sarebbe potuta continuare.

Tutti questi episodi scossero fortemente la cittadinanza. Ci furono fiaccolate, raccolte firme, dibattiti in Consiglio. Soprattutto si chiese di assicurare il responsabile alla giustizia.

Invece, nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine e alla presenza di diversi sospettati, il responsabile non venne mai individuato. Nei primi mesi del 2013 il movimento Rete presentò anche due interpellanze sul caso di cui si parlò in Consiglio. Ma nel novembre dello stesso anno l’Apas annunciò che il Tribunale aveva proceduto all’archiviazione delle denunce, esprimendo il proprio “dubbio che il fascicolo in tutto questo tempo non abbia ricevuto da parte del competente magistrato la dovuta attenzione”.

Un esito che ancora oggi lascia l’amaro in bocca a tanti sammarinesi che sui social chiedono giustizia. “Quello che fa più inca..are di tutta questa storia – scrive un famigliare della padrona del primo cane morto – è che tutti sanno chi è e da anni è coperto da qualche amico. Ieri diverse persone mi hanno fermato o scritto dandomi precise indicazioni sul “Signore” che sta riprendendo la sua attività, seminando polpette avvelenate. Mi chiedo, da povero ignorante, ma se lo sanno tutti, dovrebbero saperlo anche le forze dell’ordine e se così fosse, perché (…) non si va fino in fondo? Perché un qualsiasi disgraziato che commette un reato viene sbattuto in prima pagina e in questo caso si fa finta di niente?”.

Rispetto a 10 anni in molte zone della Repubblica sono state installate delle telecamere di sicurezza, che potrebbero aiutare gli inquirenti a dare finalmente un volto al killer. O ai killer.

Davide Giardi

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