San Marino.Troppi funghi dal Titano e fatture false per oltre 1,5 milioni

Troppe 1.400 tonnellate di funghi dal Titano e fatture false per oltre 1,5 milioni

Antonio Fabbri

Fatture false per oltre un milione e mezzo di euro, truffa allo stato di San Marino e alla Federazione Russa; utilizzo della società sammarinese come “cartolarmente interposta” per aggirare l’embargo della Federazione Russa in violazione a delle norme vigenti nei Paesi della Federazione Eurasiatica. Due procedimenti riuniti a carico dei medesimi imputati: l’amministratore di fatto della società sammarinese, il 50enne Andrei Kastramin: cittadino bielorusso residente a Sassofeltrio, ma irreperibile; poi il ravennate Andrea Babini e il sammarinese Matteo Lisi. Ieri l’udienza davanti al giudice Roberto Battaglino nella quale sono stati ascoltati diversi testimoni, alla presenza del Procuratore del fisco Roberto Cesarini, dell’Avvocatura dello Stato, con gli avvocati Simona Ugolini e Alessandra Bellardini, parte civile nel processo, e degli avvocati difensori Alessandro Cardelli e Marco Bacciocchi. Sentiti il responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Iss, Antonio Putti, il dirigente dell’Ugraa, Antonio Ceccoli, Ida Valli dell’Ufficio Tributario e l’ispettore Paolo Francioni, del Nucleo Antifrode della Polizia civile.

Particolarmente significativa la testimonianza dell’ispettore Francioni che ha evidenziato i numerosi indici di anomalia della società Sm Sales, che commercializzava alimenti con l’Est europeo. “Alle verifiche veniva mostrata documentazione che non corrispondeva al vero – ha detto l’ispettore Francioni – Poi con l’apertura del fascicolo, la società ha modificato la sua attività simulando attività produttiva, facendo figurare una produzione per tonnellate di funghi, quando in realtà non c’era la base sostanziale per una produzione così abnorme. Riteniamo che, a fronte dell’embargo della Federzione Euroasiatica, l’indicazione dell’origine dei prodotti a San Marino, serviva per ovviare a questo blocco. Riteniamo, invece, che la merce non si muovesse dalla Polonia, o da altro stato dove aveva origine, e dove ritornava alle frontiere utilizzando anche documenti contabili non registrati a San Marino, ma utilizzati alle frontiere per portare prodotti, non sappiamo se italiani o polacchi, nella Federazione Russa. Questo meccanismo ovviava all’embargo”. Quindi, ha aggiunto l’ispettore Francioni, “le false fatture miravano a dimostrare che tutti questi funghi arrivavano da San Marino, dove la società sammarinese non disponeva di strutture tecniche, commerciali e produttive sufficienti per produrre i quantitativi di funghi segnalati dalle autorità russe ”.

“Probabile che qualche fungo lo sia anche cresciuto – ha detto l’ispettore Francioni – ma l’attività dichiarata era abnorme. Si parla di oltre 1.400 tonnellate di funghi. Riteniamo fosse una attività di produzione simulata e che i funghi e prodotti trovati nelle celle frigorifere della società fossero sempre gli stessi. Così pure riteniamo che anche l’attività di import-export fosse simulata”. Il processo è stato aggiornato per l’udienza finale nella quale si procederà alle conclusioni delle parti e sarà emessa sentenza.

Nota particolare dell’udienza di ieri, il fatto che si sia celebrata senza toghe. A parte il giudice e il cancelliere, gli avvocati e Procura fiscale non indossavano le toghe, perché si è provveduto alla sanificazione delle stesse che si trovano sempre in aula a disposizione dei legali che di volta in volta patrocinano nelle varie udienze.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy