San Marino. Truffa ai danni di San Marino e della Russia, fatture false

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Fatture false, truffa ai danni di San Marino e della Russia 

Documenti per operazioni inesistenti per oltre 1,5 milioni

Antonio Fabbri

Fatture false per oltre un milione e mezzo di euro, truffa allo stato di San Marino e alla Federazione Russa; utilizzo della società sammarinese come “cartolarmente interposta” per aggirare l’embargo della Federazione Russa in violazione a delle norme vigenti nei paesi della Federazione Eurasiatica. Queste le accuse di cui dovranno rispondere, a vario titolo, tre persone: un italiano, un russo e un sammarinese. Decine e decine le fatture per operazioni inesistenti emesse a cavallo tra il 2014 e il 2015 che vengono contestate agli imputati.

A dover rispondere dei fatti ricostruiti nel provvedimento di rinvio a giudizio sono Andrei Kastramin, 49enne di origine russa residente a Sassofeltrio, amministratore di fatto della SM Sales srl, società di Acquaviava. Con lui dovrà rispondere dei reati contestati Andrea Babini, amministratore di diritto della stessa società, 35 anni di Lugo, in provincia di Ravenna. I due sono accusati di avere emesso fatture per operazioni inesistenti, in quanto riferite a prestazioni mai rese dalla società sammarinese, nei confronti di quattro società, una di diritto inglese, una polacca, una russa ed una bielorussa.

Ai due amministratori assieme a Matteo Lisi – sammarinese di 42 anni che come dipendente dell’azienda in qualità di magazziniere è accusato di aver compilato con dati falsi le lettere di vettura relative al ricevimento delle merci dai fornitori – è contestata anche la truffa ai danni dello Stato di San Marino, perché con i documenti per operazioni inesistenti avevano fatto valere, nei confronti dell’amministrazione tributaria, crediti per il rimborso dell’imposta sulle importazioni. Crediti in realtà non dovuti, in quanto le importazioni, secondo l’accusa, non c’erano mai state. Non solo. Il raggiro assume anche crattere internazionale. Viene contestata infatti anche la truffa ai danni della Federazione Russa. La società sammarinese, secondo l’accusa, realizzava una interposizione fittizia, che risultava solo dalle carte falsamente approntate, attestando che l’origine dei prodotti che venivano venduti era nella Repubblica di San Marino. Questo aveva consentito di esportare beni nella Federazione Eurasiatica, in tale modo aggirando l’embargo all’importazione posto dalla Federazione Russa. I tre imputati, per avere presentato per la vidimazione documentazione relativa a importazioni mai avvenute nella Repubblica di San Marino, devono rispondere anche di false dichiarazioni di privato a pubblico ufficiale.

Dopo l’indagine condotta dal Nucleo Antifrode, coordinato dal Commissario della legge Antonella Volpinari, si è dunque giunti al rinvio a giudizio che vedrà il processo davanti al Giudice Roberto Battaglino. La prima udienza è fissata per il 10 maggio prossimo. Vista la truffa ai danni dello Stato che viene contestata, parte lesa è l’Eccellentissima Camera che sarà rappresentata i giudizio dall’avvocatura dello Stato

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