San Marino. Undici positivi in più nuovi casi nonostante la quarantena

Undici positivi in più nuovi casi nonostante la quarantena

“Anche oggi do la buona notizia di non avere nessun decesso. Ci fermiamo ancora una volta a 32 e questa è una notizia che ci conforta e che ci dà molta carica per procedere e andare avanti”. Così l’incipit della conferenza stampa quotidiana del direttore dell’Authority, Gabriele Rinaldi. Poi i dati sull’infezione: n. 205 i casi positivi (+11), di cui 49 ricoverati all’Ospedale di San Marino (14 in Rianimazione con sintomatologia severa, 7 femmine e 7 maschi, 35 nelle degenze di isolamento predisposte con sintomi moderati, 17 maschi e 18 femmine) e 156 in isolamento a domicilio (femmine 74, maschi 82); n. 32 decessi; n. 40 guariti (+5); n. 96 dimessi a domicilio per migliorate condizioni cliniche; n. 423 quarantene domiciliari sui contatti stretti compresa la rete familiare, amicale e personale sanitario (378 laici, 38 sanitari, 7 Forze dell’Ordine); n. 823 quarantene terminate. Totale quarantene attivate: 1246

Al dottor Gabriele Rinaldi , al responsabile del servizio informatico dell’Iss, Filiberto Casali e al Segretario agli Interni, Elena Tonnini, abbiamo posto alcune domande. Le prime al direttore dell’Authority.

Volevo segnalare una interessantissima intervista, pubblicata sul sito Libertas.sm a firma di Davide Giardi, a Laura Macina, colpita anche lei da Covid19. Il racconto della malattia, dell’isolamento, della realizzazione che non c’è la cura. Poi, però, ha detto: “Mi ha aiutato molto sapere che abbiamo alle spalle un sistema sanitario efficiente”. A mio avviso una testimonianza importante, che invito nuovamente tutti a leggere, che fa comprendere anche la resilienza di cui parlava lei i giorni scorsi… è così? Visibilmente commosso il direttore dell’Authority ha risposto: “Sentire queste testimonianze mi fa commuovere, perché essere parte di un sistema sanitario che risponde al bisogno delle persone è il desiderio di tutti coloro che lavorano nella medicina. Che abbiano il camice o no, per tutti coloro che si muovono nei sistemi sanitari, un complimento più bello di questo penso che non possa esserci. Ti ripaga anche di tutti quei momenti difficili che tu attraversi e quindi non posso per ringraziare il commento sul fatto che il servizio sanitario di San Marino sta rispondendo bene. E se sta rispondendo bene vuol dire che quelle persone che ci stanno dentro stanno facendo più di quello che normalmente ci si attenderebbe da loro. Se stiamo rispondendo ad una sfida eccezionale, e ci stiamo rispondendo e riusciamo a far capire che stiamo provando a risponderti bene, vuol dire che anche le risposte sono eccezionali. Lo registro con favore e magari questa frase ce la teniamo da parte per quando tutto sarà finito e andremo a ridisegnare il servizio sanitario del futuro. Ieri mi era capitato di leggere un brano tratto da “De beneficiis” di Seneca e parlava del medico e dice così: “Non mi ha solo detto cosa dovevo fare, me le ha anche date. Me le ha applicate, mi ha assistito ed è accorso quando l’ho chiamato nei momenti critici, e niente gli ha dato fastidio. Ha sentito i miei gemiti e mi sento in obbligo non come medico, ma come persona e come amico di ringraziarlo”

Poi la seconda domanda sul perché continuiamo ad avere contagi. Ancora nuovi casi nonostante la quarantena. Da dove provengono? Le autorità sanitarie che ogni perdita è una sconfitta, e anche per la società e i cittadini costretti in casa anche ogni singolo contagio risulta essere una sconfitta! “Lo scenario sta cambiando. Quando 20 giorni fa dicevamo noi andiamo a cercare di diagnosticare solo quelli che hanno dei sintomi importanti. E ci chiedevate: ma quelli che hanno pochi sintomi come facciamo, li lasciamo andare? E noi rispondevamo: abbiate pazienza. Prima dobbiamo gestire l’incendio più grande, poi andremo a cercare i focolai più piccoli. Certo che in quei focolai più piccoli le persone bruciano lo stesso… è questo che ci fa soffrire, star male. Vorremmo avere l’arma per spegnere tutti gli incendi. In questo momento noi stiamo andando a cercare quelli che nella prima fase dell’epidemia li avevamo lasciati un attimo più da parte, perché erano quelli con meno sintomi. Con sintomi meno gravi. E quindi il trattamento poteva anche essere gestito con un attimo di calma in più. Oggi andiamo a cercare queste persone che, probabilmente, esistevano anche prima ma che in quel momento non potevamo permetterci, anche per le possibilità diagnostiche. I tamponi si faticava ad averli, le immunoglobuline ancora non c’erano, quindi era la clinica e il tampone che era selezionato mirato per quelli. Adesso stiamo facendo un salto diverso. Andiamo a cercare quelle persone che in un primo momento c’eravamo permessi di dire: possono aspettare un attimo e andiamo a cercare i più gravi. Questi numeri che crescono, da un lato hanno questa spiegazione, che però non può essere riduttiva e dire allora sta an
dando tutto bene, perché vuol dire che la malattia ancora c’è. Se noi limitiamo le attenzioni a tutte le persone il rischio è che questo riparta.

Quali saranno gli ulteriori servizi che potranno essere richiesti attraverso servizionline.iss.sm? “Li concorderemo con i medici di medicina generale. La piattaforma che è stata sviluppata è aperta ed è configurabile per poter introdurre nuove richieste. Richiesta di rinnovo certificati piuttosto che di visite presso il medico o comunque delle consulenze. Da adesso in poi potremo introdurre varie tipologie a seconda delle necessità L’obiettivo è di mantenere il servizio e di far evolvere questa piattaforma anche dopo l’emergenza sanitaria in corso. La trovate sul sito dell’Iss oppure anche direttamente all’indirizzo servizi online.it” Infine una domanda al Segretario di Stato agli Interni invitandola a dirci qualcosa di più su quanto riferito dal suo collega alla Sanità il quale, sempre in conferenza stampa, parlava di “finanziamenti ai quali il nostro paese può accedere sia attraverso quei fondi che sono stati istituiti, sia attraverso canali diplomatici sui quali state lavorando”.

Ci può dire qualcosa di più: tempi, metodi, possibili erogazioni? “Crediamo che sia un intervento prioritario, perché poi i sacrifici che tutti sono chiamati a fare in questo periodo, un finanziamento aiuterebbe quella ripartenza che tutti quanti auspichiamo. Non può essere una ripartenza tout court ma deve essere un periodo di convivenza. Dovremmo essere abili e trovare un equilibrio in questo senso qua. Il nostro paese, proprio per questo, non ha reagito chiudendosi in se stesso. Ha reagito attraverso varie aperture. La sottoscrizione della segreteria alla sanità di un memorandum, un accordo, con il Ministero italiano per quanto riguarda la sanità, e tutti i canali diplomatici per quanto riguarda potenziali finanziamenti esteri sono accesi. Dall’altra parte San Marino sta mettendo a propria disposizione anche le proprie di capacità. Sono piccoli esempi utili, per far capire come San Marino non si sia chiusa su se stessa.”

 

 

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