San Marino. Unioni Civili: un grande passo culturale e di civiltà

UNIONI CIVILI: un grande passo culturale e di civiltà.

 

Con l’approvazione, avvenuta a notte inoltrata, del progetto di legge “Regolamentazione delle Unioni Civili” si è compiuto un passaggio storico per la Repubblica di San Marino. Un passaggio che Civico 10 auspicava da tempo e ha sostenuto fortemente. Storico perché nonostante il Paese attendesse da tempo questo provvedimento, fino alla scorsa legislatura sarebbe stato davvero impensabile avviare un simile percorso.

Non solo, si è compiuto anche un momento di alta democrazia, in quanto il progetto di legge prende vita da iniziativa popolare e ha visto nascere, nel corso dei mesi, un confronto aperto e proficuo tra la politica, tutta, il comitato promotore e la cittadinanza. Confronto che è proseguito in maniera del tutto costruttiva anche nella serata di ieri, che ha visto l’approvazione del progetto di legge a larghissima maggioranza.

Recependo un sentimento ed una necessità avvertiti da una grande fetta di cittadinanza, che ha innescato l’iter dell’iniziativa popolare, la politica ha dato un segnale forte, dando prova di voler diminuire la distanza che c’è tra essa e i cittadini.

Finalmente anche nella Repubblica di San Marino vengono regolamentate le unioni civili tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, riconoscendo forme di convivenza diverse da quelle riconosciute dalla legge sul diritto di famiglia. Il che significa parità di diritti e tutela finalmente estesa anche a quei cittadini che, fino ad ora, si sono trovati a vivere situazioni di maggiore fragilità e che ora si sentiranno supportati dal proprio Stato.

In questo modo viene superato quello che, fino a ieri, rappresentava l’unico strumento normativo che affrontava le problematiche di convivenza delle coppie dello stesso sesso, permettendo al partner di richiedere il permesso di soggiorno “a fini solidaristici o di mutuo aiuto”. Un passaggio, questo, inserito nel corso dell’ultima legislatura all’interno della legge sulle residenze, che è sempre stato considerato da Civico10 una sorta di “escamotage politico” necessario a giustificare una protratta inerzia sul tema e un ritardo imbarazzante nei confronti dell’Europa e della sua Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo,.

Ora l’espressione libertà che da sempre viene associata alla nostra Repubblica, assume pienamente il suo significato. Ora la dignità di tutte le persone, senza discriminazioni di sesso, viene riconosciuta.

E’ senza dubbio un grande passo culturale e di civiltà. Non un traguardo ma un punto di partenza per una comunità sempre più inclusiva ed evoluta.

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