San Marino, Upr. Marco Podeschi sta riflettendo. Il Resto del Carlino

Monica Raschi di Il Resto del Carlino San Marino: “Non mi aspettavo tanto affetto, nemici compresi: sto riflettendo”  /  Marco Podeschi (Upr) dopo l’annuncio delle dimissioni dal partito

Sembrava un addio alla politica irrevocabile ma ieri mattina le certezze di
Marco Podeschi, in politica da 25 anni, mantenendo sempre il suo lavoro
privato, vacillavano.
Cosa sta succedendo?«E’
stata una sorpresa per me, ma ho ricevuto moltissime telefonate non
solo di elettori, ma di tanti amici e anche antagonisti in politica che
mi stanno chiedendo di ripensare alla mia decisione. Davvero, non mi
aspettavo così tanta amicizia e solidarietà».
Forse perché molti pensano che lei non possa lasciare la trincea del Paese in un momento tanto difficile.
«Io
sono molto legato al mio Paese, le cose non vanno bene e temo che
andranno peggio nei prossimi mesi. L’economia è in recessione, non ci
sono idee e nemmeno assunzioni di responsabilità. E fra le gente ormai
c’è rassegnazione».
Quindi, cosa pensa di fare?«Vede, io sono un romagnolo istintivo, ma sto riflettendo».
Praticamente
nessuno crede ai motivi personali da lei citati nel suo messaggio di
addio alla politica. Cosa c’è che non va nell’Upr?
«Abbiamo
perso dei pezzi e in questi anni quello che ho voluto fare è stato
mettere in sicurezza il partito, ma non posso nascondere che ci siano
cose che non vanno. E io vivo la politica con grande passione e impegno.
Voglio continuare a farla così, altrimenti non ha senso. Io ho il mio
lavoro, non vivo certo grazie al mio impegno politico. Per quello che si
guadagna…».
Quanto guadagna un politico come lei?«Solo gettoni e in un anno sono meno di quello che prende un politico italiano in un mese».
Se la riflessione la porterà verso un ripensamento, continuerà nell’Upr o pensa a un altro soggetto politico?«Se
decido di andare avanti sarà con l’Upr e si deve continuare a lavorare
per un’aggregazione. Se si vuole governare si deve arrivare a
sintetizzare idee e persone, ma in questo momento vedo troppo
ondividualismo. Comunque con Ap è in atto un dialogo importante».
E per quanto riguarda i socialisti?«Guardo con grande interesse cosa farà il segretario Celli».
Lei è in politica da decenni, cosa pensa la sua famiglia di questo addio, se di addio si dovesse trattare?
«Mia
moglie mi ha accompagnato in questi lunghi anni e lascia a me la
decisione che riterrò più opportuna, ma è mio figlio Vittorio, 9 anni,
che è dispiaciuto».
In che senso?«E’
un bambino molto attaccato al suo Paese e alla figura dei Reggenti.
Pensi che ha la bandierina di San Marino su comodino: lui non sarebbe
felice se lasciassi, lo ha detto anche alla maestra».
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