San Marino. Upr: patrimoniale è un rompicapo

Che la patrimoniale si sarebbe trasformata per i sammarinesi in un vero e proprio rompicapo lo avevamo anticipato da mesi. Lo avevamo detto, peraltro, in tempi non sospetti. Peccato però che le nostre perplessità – smentite energicamente dal Governo – si siano, in questi giorni, materializzate. A partire dal fatto che l’autoliquidazione dell’imposta avrebbe determinato un ulteriore onere per i contribuenti dovendo avvalersi di prestazioni professionali per la compilazione, l’interpretazione e la procedura dei conteggi ai fini dell’assolvimento dell’imposta.

Abbiamo ascoltato le dichiarazioni del Segretario del PDCS su questo argomento. Dichiarare di non condividere l’invio del cedolino alle case dei sammarinesi – con indicato il lordo della cifra da versare senza la precisazione ben chiara ed immediata delle possibili deduzioni – e’ un po’ poco e tardivo. Così come auspicare che si sarebbe dovuto consentire ai cittadini di poter calcolare subito il dovuto da parte degli uffici. Il problema non sta nel fatto se gli uffici che si sono occupati di questo atto non abbiano fatto o abbiano fatto un buon lavoro.  La cosa era già nota in sede di ratifica del Decreto sulla patrimoniale. UPR aveva manifestato forti perplessità e preoccupazioni su come sarebbe stata gestita la cosa. Preoccupazioni che non abbiamo sentito nella maggioranza che ci ha anche definiti allarmisti e populisti. Nella vita però si può anche cambiare opinione, come mostrato il Segretario Politico della DC, peccato che ormai la frittata sia stata fatta. Il problema sta esclusivamente nella gestazione di questa tassa. Rinviata furbescamente, prima delle elezioni, per non perdere voti. Partorita poi, con grandi difficoltà, dopo oltre sei mesi di travaglio. Voluta pervicacemente, da questa maggioranza, quando era possibile trovare nuove entrate scegliendo di investire su alcuni settori che, però, rimangano insensatamente un tabù. Settembre sarà un mese di calcoli e detrazioni in attesa di autoliquidarsi entrò il 21 ottobre. Rimaniano, intanto, in attesa di sapere come si concluderà questa diversità di vedute tra alcuni settori della maggioranza ed il governo. Chissà’ come la pensa, a questo punto, il Segretario di Stato per le Finanze.

 

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