San Marino. Riforme pensioni e lavoro, Unas controcorrente: “Bicchiere mezzo pieno”

“Pur ritenendo che nessuna legge possa essere perfetta e tutto possa essere perfettibile, soprattutto in tema di riforma delle norme relative all’occupazione o pensioni, riteniamo che tanti aspetti normati e/o riordinati possano lasciar presagire un rapporto più chiaro ed opportunità fin qui non previste”.

Così Unas, Unione Nazionale artigiani sammarinesi, risponde indirettamente a Commercialisti, Usot, Osla e Usc che ieri hanno lanciato l’allarme sul potenziale “effetto devastante” delle novità contenute nelle due norme approvate recentemente dal Consiglio.

Per gli artigiani, “dai pensionati ai giovani, dalla concorrenza alla solidarietà familiare, tanto cambia!

Finalmente in combinato disposto tra riforma previdenziale (L. 157) e norme sull’occupazione (L. 164) è previsto il lavoro ai pensionati, con possibile recupero di figure importanti, specialmente da valorizzare per il recupero di vecchi mestieri e tutoraggio per nuove attività.

Non è ancora in stretta analogia con la libertà registrata fuori confine, dove esiste il cumulo dei redditi da lavoro e da pensione, ma sicuramente è un primo passo significativo.

Per i giovani, le aperture intrinseche alla cultura del lavorare in concomitanza alla formazione scolastica ed ai periodi estivi, tanto per i maggiorenni quanto per i minorenni, è una ricchezza ed un valore importante legato alla formazione delle nuove generazioni, non solo per la semplice conoscenza, ma per un approccio esperienziale che potrà essere speso in più settori.

Rivista e conferma della solidarietà familiare quale strumento indispensabile per la gestione di una piccola impressa a gestione familiare: ce ne sono centinaia in Repubblica.

Infine – prosegue Unas – ci piacerebbe essere una voce fuori dal coro rispetto chi afferma che la regolamentazione degli amministratori in società srl senza dipendenti produca danni all’economia. Siamo stati ascoltati quando sostenevamo l’inopportunità obbligatoria per le imprese ordinarie, un discorso a parte le le società a ZERO dipendenti.

Fatto salvo casi particolari (es.  società immobiliari o società appartenenti a gruppi) in passato ci è stato segnalato che questa fattispecie di micro imprese (con zero dipendenti non si può che definirle così) potevano essere causa di concorrenza sleale verso le imprese ordinarie industriali o artigiane, per un differenziale contributivo. Nullo per alcuni, elevato per altri.

E per questo pur valutando tutte le proposte legate a potenziali miglioramenti della norma, riconosciamo il bicchiere mezzo pieno dell’impianto e della ratio, pur mantenendo alta l’attenzione e la disponibilità costruttiva per i decreti attuativi che dovranno essere a breve emanati” conclude la nota.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy