San Marino.Vogliono soldi dalla Stato, a Gerevini ed Elli parrebbe assurdo

Elli

Parlo di uno scontro fra Banca Cis (Grandoni) e Matteo Mularoni (Nuzzo) per la Carisp, sono due modi diversi per arrivare allo stesso scopo: far pagare allo Stato i buchi lasciati dai politici o masnadieri della finananza come si intravede alla fine dell’articolo di Elli

Elli: Proviamo a individuare i giocatori. Fonti locali
suggeriscono che a muovere i pezzi ci siano ambienti vicini al Cis, il
Credito industriale sammarinese: banca una e trina ( ingloba anche Banca
Partner e Euro Commercial bank) già della Cassa di Rimini, oggi
indirettamente controllata dalla lussemburghese Leiton holding, e
riconducibile all’immobiliarista Marino Grandoni. Ebbene il primo
obiettivo del Cis, sarebbe quello di acquistare ( o fare acquisire da
soggetti amici) la parte pingue dei crediti non esigibili del sistema.
Rumor locali però insinuano che il reale obiettivo della cordata sarebbe
la conquista della prima banca del Titano, cioè proprio la Cassa di
risparmio di San Marino. In questo disegno il Cis troverebbe una solida
sponda nella Banca centrale all’interno della quale Grandoni godrebbe
di appoggi ad alto livello. Preliminarmente Banca centrale sarebbe
orientata a commissionare una due diligence sui crediti a una società
estera (anche questa lussemburghese). Ma questa ipotesi lascerebbe
fredda (se non contraria) una parte dell’Associazione bancaria
sammarinese, all’interno della quale si starebbe consumando una frattura
tra il suo presidente (Daniele Guidi, direttore di Banca Cis e dunque
uomo storicamente vicino a Grandoni) e i rappresentanti delle altre
banche. Dall’altra parte va registrato il tentativo operato da uomini
della Cassa di risparmio (a capitale statale) di gestire la partita Npl
in modo “industriale”. A questo scopo risulta a Plus24 che, nei mesi
scorsi, uomini della Cassa, assistiti dall’avvocato Matteo Mularoni
(joint venture partner dello studio romano Bussoletti Nuzzo), abbiano
incontrato esponenti di primo piano di note società specializzate nella
gestione di Npl, per elaborare una strategia di stabilizzazione del
credito sofferente. Con un problema in più. A San Marino non è mai
esistita una centrale rischi e inutilmente i precedenti presidenti della
Banca centrale, da Antonio Valentini a Renato Clarizia, hanno tentato
di istituirla. Questo significa che i crediti erogati a San Marino sono
noti solo alle parti, e le garanzie a supporto di questi crediti (anche
quelli utilizzati per operazioni di sistema significative) potrebbero
essere state reiterate su più istituti senza possibilità di controlli
incrociati. Ed eventuali disclosures indesiderate potrebbero provocare
non pochi imbarazzi tra le fila dei « prenditori » , siano essi italiani
o autoctoni
.

Gerevini

A San Marino banche e politica hanno sempre viaggiato separati come Prosecco e Aperol in un bicchiere di Spritz. Ma Grais ha il pregio di essere autonomo ed estraneo al mondo sammarinese e dunque, pur nei limiti delle sue deleghe, fa paura. Del resto che ci sia una gigantesca mina piantata sotto il Titano, e non solo nei bilanci delle banche, lo stanno realizzando tutti. Secondo voci insistenti, tra gli npl, in gran parte di origine immobiliare, ci sarebbero anche crediti erogati senza particolari garanzie ad alcuni movimenti politici e loro esponenti.

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