SANITA’, PREVENZIONE E’ LA PAROLA D’ORDINE, 6.000 SAMMARINESI CHIAMATI ALLO SCREENING NEL 2009

REPUBBLICA DI SAN MARINO
Ufficio Stampa del Congresso di Stato

COMUNICATO STAMPA

SEGRETARIO DI STATO PODESCHI: SI COGLIE UN BISOGNO DELLA COLLETTIVITA’: COSI’ SI SALVANO VITE

Ogni anno in Repubblica muoiono in media dieci-dodici persone per il tumore al colon retto, una patologia che invece, se diagnosticata con anticipo, porta nel 75% dei casi alla sopravvivenza del paziente. Ecco perché la prevenzione, in una malattia che ha purtroppo una vasta diffusione, è la prima via di salvezza. Parte dunque da oggi il primo programma globale di screening per la prevenzione del tumore al colon retto dell’I.S.S. di San Marino. Un programma che coinvolge una fascia di popolazione che va dai 50 ai 75 anni di età (in Europa ci si ferma ai 70 anni) ma che, escludendo i sammarinesi che già hanno effettuato le analisi necessarie alla diagnosi, chiamerà allo screening 6.000 cittadini entro la fine del 2009.
Il programma si realizzerà in diversi passaggi: innanzitutto la popolazione selezionata riceverà una busta al proprio domicilio con una lettera- invito a eseguire l’analisi del sangue occulto nelle feci, utilizzando il kit contenuto nella busta e le istruzioni allegate. Il cittadino potrà dunque consegnare il campione al Laboratorio Analisi oppure lasciarlo in uno dei tre Centri per la Salute; il Laboratorio provvederà all’analisi e in tempi brevi verrà comunicato il risultato mediante lettera, sia in caso di negatività dell’analisi che in caso di positività. In questa seconda ipotesi il paziente verrà prenotato in un giorno preciso – e con una lista d’attesa di massimo un mese – per la seconda fase dello screening che prevede una colonscopia in ospedale, che se si preferisce, può essere effettuata in totale sedo-analgesia. Per evitare ansie e attese, lo staff dell’Iss che si occupa della campagna, guidato dalla dott.ssa Maria Loredana Stefanelli, ha predisposto giornate intere dedicate allo screening, attese brevi, e la presenza in ambulatorio in caso di colonscopia, di un anestesista.
Questo per venire incontro a tutte le esigenze dei pazienti.
La fascia di popolazione che è stata selezionata tra quella potenzialmente a rischio è di 11.742 unità, ma una ulteriore verifica sui dati ha rivelato che molti sammarinesi hanno già effettuato le visite preventive, grazie all’aiuto dei medici di famiglia e alla lungimiranza degli stessi cittadini. Il controllo della presenza di sangue occulto nelle feci, infatti dà una copertura di due anni e la colonscopia di cinque anni. Il campione della cittadinanza da esaminare, dunque si è ridotto e per il 2009 sono 1.400 coloro che dovrebbero effettuare l’analisi delle feci e 1.700 quelli che invece dovrebbero sottoporsi a colonscopia.
In questo tipo di patologia, hanno affermato oggi in conferenza stampa il direttore del’ISS, Paolo Pasini e la coordinatrice del progetto dott.ssa Maria Loredana Stefanelli, la prevenzione ha una funzione fondamentale. Anche la più piccola lesione può infatti essere curata e permettere la sopravvivenza a un tumore che negli anni novanta era il quarto per incidenza e che oggi è invece al secondo posto dopo quello alla mammella per la donna e alla prostata per gli uomini. “Non si tratta di un’iniziativa estemporanea ma lo screening è nelle linee di indirizzo del Piano sanitario e socio sanitario 2006-2008 – ha ricordato Paolo Pasini – la prevenzione è un programma complesso ed efficace. Ovviamente noi vogliamo aggredire le malattie di questo secolo”.
Per lo screening di prevenzione del tumore al colon retto, oltre all’impegno dei medici di famiglia, del personale dell’Istituto e della Segreteria di Stato per la Sanità, c’è anche un investimento in denaro. Si tratta di un totale di 240.000 euro per il 2009, 80.000 dei quali per il costo del personale, 23.000 euro per il software che gestisce il programma, 13.000 per interfacciare i vari software tra loro, 11.000 per l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione e infine 13.000 euro per l’invio di lettere e dei kit per le analisi al domicilio dei sammarinesi.
“E’ importante che la popolazione sia sensibile all’invito allo screening dei sanitari e che chi è chiamato aderisca all’iniziativa – ha spiegato oggi in conferenza stampa il Segretario di Stato per la Sanità, Claudio Podeschi – sia perché si può salvare la propria vita, sia perché si possono risparmiare costi e dolori alla collettività”. Per questo programma “c’è stata una collaborazione forte tra tutti gli attori – ha concluso – e noi siamo consapevoli dell’importanza di precorrere questa strada. Un altro elemento che ci sta molto a cuore e sul quale lavoriamo è l’umanizzazione del rapporto tra medici e pazienti, per i quali servirà di lavorare fianco a fianco e di fare investimenti”.

AS/Cs

San Marino, 19 gennaio 2009

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