Sergio Barducci di Smtv San Marino risponde ad Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino

San Marino Rtv

Lettera in risposta all’editoriale di Antonio Fabbri


Questa mattina “La piazza che spiazza” su L’Informazione

 Caro Antonio,
le opinioni sono sempre un esercizio di intelligenza e
meritano sempre tutto il rispetto possibile. Tu ed io più volte ci siamo
avventurati in discussioni e commenti, e qualche volta abbiamo espresso opinioni
dissonanti, ma sempre nella più alta stima e il massimo rispetto possibile.

Leggo oggi questa tua risentita e gratuita critica alla trasmissione “Scusi,
mi racconta San Marino?” condotta da Maurizio Costanzo.
Ho avuto la fortuna
di seguire tutte le dieci puntate che saranno trasmesse e di lavorare al fianco
di colui che è universalmente riconosciuto come un’icona della televisione
italiana. Un pezzo di storia.
Quello che scrivi è in parte vero: “mentre
andava in onda una rappresentazione di San Marino, la piazza ne dimostrava una
diversa”. Verissimo! Trovo però sbagliato mettere in relazione le due cose, che
nulla hanno a che fare tra loro, inopportuno definirla “la retorica stucchevole
del piccolo Stato nei consessi del mondo”. Mi sembra che tu dimentichi che San
Marino è un piccolo Stato che ha l’orgoglio di sedere nei più alti consessi
internazionali, e questa non è “retorica stucchevole”, ma sacrosanta verità.

Le proteste per la riforma fiscale di questi giorni cancellano forse gli
oltre 1700 anni di storia di questo Paese? Forse il Segretario Valentini non
avrebbe dovuto portare la voce di San Marino all’Assemblea delle Nazioni Unite
perchè sul Titano era in corso uno sciopero? Non credo tu pensassi davvero che
il mondo si sarebbe dovuto fermare di fronte ad una manifestazione, ripeto,
sacrosanta e partecipata.
La trasmissione con Maurizio Costanzo è stata
pensata per offrire, al di fuori dei confini sammarinesi, un’immagine della
Repubblica più vicina alle sue positività, per raccontare i gangli di un Paese
che rappresenta una realtà storica di tutto rispetto sullo scenario
internazionale, e non quella negativa di uno Stato popolato da furbetti,
mascalzoni o persone di malaffare.
Mi dispiace ma non ci sto!
Non faccio
parte di nessuna di queste categorie di persone e ho l’assoluta certezza che non
ne faccia parte la stragrande maggioranza dei cittadini di questa Repubblica.
Certo, le mele marce ci sono come in ogni altro angolo del mondo e vanno
combattute, con tutti gli strumenti a disposizione.
Mi dispiace che proprio
tu dimentichi che la TV di Stato, che definisci impropriamente come complice di
un’operazione di imbellettamento per mascherare la realtà, abbia dedicato,
proprio nella serata dello sciopero, una trasmissione di un’ora e mezzo per
favorire un ulteriore confronto su un tema che tocca tutti noi. Mi spiace che
tu, come altri, non abbiate apprezzato che 20 colleghi abbiano rinunciato al
loro sacrosanto diritto di scioperare proprio per garantire un’informazione di
servizio pubblico.
Non siamo qui ad imbellettare la faccia e le azioni di
nessuno, e lo dico a nome di tutti i colleghi che insieme a me lavorano in
questa azienda. Ci piacerebbe registrare un maggior rispetto per il lavoro che
facciamo, piuttosto che assistere a denigrazioni spesso livorose e rancorose.

Anche a me, a volte, non piacciono le scelte di questo o quel giornale, ma
non ho mai preso carta e penna per farlo sapere.
Mi spaventano le persone
che vedono nelle loro idee e convinzioni l’unica verità disponibile, mi
preoccupa chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e pensa che la nella
sua ristretta visuale ci stia il centro del mondo.
Penso, e l’ho detto
pubblicamente anche in TV, che le manifestazioni dei giorni scorsi non abbiano
contestato solo l’annunciato inasprimento fiscale, ma che abbiano dimostrato un
distacco sempre più marcato fra politica e opinione pubblica, che abbiano urlato
il dissenso per una situazione difficile da sostenere, e non solo sotto il
profilo strettamente economico. E tutto questo è bene che chi ha il compito di
rappresentarla, quell’opinione pubblica, lo tenga ben presente.
Penso,
altresì, che le infiltrazioni malavitose siano un cancro da estirpare con il
bisturi più severo e rigoroso ma so anche, perchè come te non vivo “nel mondo
dei mammoli”, che i mafiosi non si riconoscono più per la coppola e la lupara ma
utilizzano strumenti ultramoderni e competenze acquisite nel tempo, aggrediscono
l’economia reale, si fanno scudo di imprese insospettabili e attaccano un
sistema economico al cuore in maniera silenziosa.
Vanno combattuti,
chiedendo l’aiuto di tutti, anche nella comunità internazionale. Vanno
individuate le persone corresponsabili di queste infiltrazioni e presi gli
opportuni provvedimenti per sanzionare comportamenti che hanno il sapore di un
attentato alla Repubblica e far di tutto perchè questo non avvenga mai più.

Ma pensare che l’immagine di San Marino stia nei Vallefuoco e nei loro
“garanti” trovo significhi perdere di vista che cosa sia davvero questa
Repubblica.
San Marino è, ed è stata nei secoli, un punto fermo per
l’affermazione e il consolidamento della libertà e della democrazia mondiale ed
è su questo suo punto di forza che insieme ad un mostro sacro come Maurizio
Costanzo ritengo sia giusto ed opportuno lavorare.
Forse questo non ti
piacerà, e probabilmente potrebbe non piacere a qualcun altro, ma se avrai la
pazienza di vederti tutte e dieci le puntate che abbiamo realizzato, senza
atteggiamenti preconcetti, forse potresti anche finire per cambiare idea e
apprezzare lo sforzo di chi prova a far capire fuori da qui, che San Marino non
è solo truffe, triangolazioni, operazioni opache e terreno appetibile per le
mafie.
Con la stima di sempre.

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