Si avvicina settembre e molte ditte riaprono i ‘battenti’

Si avvicina settembre e molte ditte riaprono i “battenti”, o meglio dovrebbero riaprirli. Lo scossone subito dal sistema Paese, per colpa della crisi finanziaria mondiale e della mancanza di rapporti con l’Italia sta spingendo San Marino ad un totale riassestamento di tutti i suoi comparti produttivi e finanziari.
Le condizioni continuano però purtroppo ad essere assolutamente sfavorevoli e sempre più spesso, chi dovrebbe fornire risposte tangibili, riesce solo a fare discorsi di massima.
Ci vogliono risposte, ci vogliono riforme strutturali concrete e attuate in tempi brevissimi con la partecipazione propositiva di tutti gli addetti ai lavori.
Queste riforme devono agevolare la ripresa economica, sburocratizzare alcuni passaggi, garantire la trasparenza e non essere lacunose al loro interno. Bisogna tessere rapporti economici e finanziari con quei Paesi emergenti che hanno risorse da investire, che possono generare grandi opportunità e che chiedono in cambio solo trasparenza e correttezza operativa; ma in primis ci vuole chiarezza con l’Italia.Bisogna inoltre vagliare e attuare quelle proposte che arrivano dalle varie associazioni di categoria e non, che possono creare occupazione ex novo o implementare quella esistente.
Bisogna non affossare quelle realtà operative che producono gettito ma che rischiano di essere stritolate perché rallentate nei processi d’implementazione o d’adeguamento al mercato.
Le industrie sammarinesi, gli imprenditori, i lavoratori del settore e non solo, sono fortemente preoccupati per le loro sorti. Il lavoro è un dovere ma è anche un diritto e purtroppo per diverse persone a settembre non sarà ne l’uno ne l’altro.

Segretario Industria e Artigianato

Francesca Busignani

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