SMaC e scontrino fiscale. Epifanio Troina

La carta SMaC, che avrebbe dovuto essere un virtuoso mezzo per ottenere sconti sugli acquisti effettuati presso gli esercizi convenzionati in Repubblica, sconti caricati dall’esercente sulla card e quindi credito spendibile nei diversi  punti vendita affiliati al programma, è divenuta un mezzo per accertare le spese effettuate in territorio. 

E’ inutile tergiversare, la SMaC di adesso non funziona, non produce introiti per le casse statali, non produce benefici per gli operatori economici e non aiuta concretamente i consumatori. Buona parte degli operatori economici che avevano aderito al circuito di scontistica, oggi ne sono usciti e la ricevuta della transazione commerciale, registrata con SMaC, è divenuta prettamente uno scontrino fiscale. 

Lo scontrino è di per sé il simbolo dell’ingiustizia fiscale perché pretende di individuare gli evasori sempre tra i piccoli commercianti, le piccole imprese e gli artigiani,  mentre milioni di euro prendono allegramente il volo e le transazioni economiche per servizi bancari, finanziari e assicurativi, che in confronto hanno volumi di affari giganteschi, sono completamente fuori dallo stesso controllo fiscale. 

Una tassa unica annuale forfettaria sarebbe peraltro una entrata statale certa, libererebbe finalmente il profitto dei piccoli imprenditori e si tornerebbe a far girare moneta. Il benessere genera benessere, quando circola moneta. Evasione fiscale? Niente di più falso che volerla trovare per forza con l’utilizzo di uno scontrino. 

Nuova San Marino aveva già inserito questa proposta nei documenti elaborati e presentati alla stampa e sosterrà con forza questa posizione ritenendola utile e necessaria per il Paese.

Epifanio Troina

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