SottoMarino contro il disimpegno dello Stato

SottoMarino contro il disimpegno dello Stato
Un antico detto popolare toscano dice: “l’acqua cheta rovina i ponti”, ovvero non sottovalutare chi opera in modo silenzioso e poco appariscente perchè è in grado di compiere nel tempo grossi danni. L’opinione pubblica è concentrata su problemi gravi di questo paese quali le infiltrazioni della criminalità organizzata, la disoccupazione crescente, i rapporti al minimo storico con l’Italia. Approfittando di questa difficile situazione c’è una parte della politica che sta compiendo, il più possibile lontana dai riflettori, un lavoro simile a quello dell’acqua cheta: il progressivo smantellamento dello stato sociale di questo Paese.
I politici italiani, quando devono giustificare un provvedimento impopolare, recitano il noto ritornello “ce lo chiede l’Europa”; quello in voga a San Marino, invece, è “non ci sono più i soldi”. Ebbene in questi anni con questa scusa ci è passata sotto il naso la delega ai privati di importanti componenti dello stato sociale, quali pensioni, asili nido (di cui l’asilo di Falciano è l’ultimo atto), centri anziani (vedi il casale “la Fiorina”). Per non parlare poi delle piccole cose come l’assicurazione sulle perdite d’acqua (Cattolica assicurazioni), il servizio barellieri (la Splendor), la proposta del servizio catering privato al posto della cucina interna negli asili (attualmente l’unico servizio privato operativo è “il Ponte”).
Eppure i 1’300’000 € per l’esproprio dei terreni necessari per l’ampliamento dell’aviosuperficie di Torraccia sono stati trovati (delibera numero 22 del 30 agosto 2011, nonostante l’onorevole ing. Marco Conti, direttore generale dell’autorità per l’aviazione civile, nella relazione di bilancio del 31/08/12 allegata alla legge finanziaria ritenga che l’intervento abbia un “pesante impatto sul territorio”, mentre un eliporto sarebbe più semplice da realizzare e con maggiori potenzialità). Eppure si sono promessi milioni di euro di sgravi fiscali alle banche per riparare il danno fatto da un istituto di credito privato. Eppure c’è un allegato Z che parla di forti investimenti in strutture materiali ma non in servizi. Quando verranno costruiti l’aeroporto e la ferrovia saranno poi dati in gestione ai privati? A chi l’università e il cinema ristrutturato? Come per l’asilo di Falciano anche qui, infatti, non si parla di investimenti per il relativo personale.
Sia chiaro che Sottomarino non è contro l’iniziativa privata, che è legittima e fondamentale per lo sviluppo economico di un paese. L’importante è che lo Stato non la favorisca in modo poco trasparente (qualcuno ha mai sentito parlare di bandi di concorso a San Marino?) e con dubbi beneficiari (basti pensare al tragico appalto del pane delle mense scolastiche dato ai Vallefuoco).
Per combattere questo progressivo deterioramento dello stato sociale, il movimento SottoMarino appoggia fin dall’inizio, come primo forte segnale di inversione di tendenza, la battaglia di Mimma Zavoli, dell’associazione ProBimbi e di altri gruppi e associazioni contro la cessione ai privati dell’asilo nido di Falciano. Per uno Stato che deve tornare ad occuparsi in prima persona dei bisogni sociali dei suoi cittadini, vedendo in questo un investimento in qualità della vita e non una mera questione di costi. Anche per questo il 1° Aprile torneremo a manifestare in piazza la nostra evidente indignazione!
 
Christian Ferrari
Movimento SottoMarino
 

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